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Hackability, ausili condivisi e a basso costo

(Internet)

La locandina di Hackability

Designer e disabili progettano insieme oggetti tecnologici

L’ innovazione tecnologica può portare grandi benefici nella vita dei disabili, specialmente quando viene data loro l’opportunità di partecipare alla progettazione dei prodotti richiesti.

Questa è la filosofia del progetto Hackability, organizzato dal Consorzio Kairos, gruppo di cooperative sociali che lavorano nel  territorio piemontese, insieme al Consorzio mestieri e della Consulta per le persone in difficoltà.

Oltre quaranta giovani, progettisti, designer e disabili parteciperanno infatti ad una gara per la progettazione di ausili tecnologici applicati.

Il gruppo di progettazione

Il gruppo è riunito nella sede di FabLab Torino, laboratorio di progettazione e ingegneria digitale nel quartiere di San Salvario.

I ragazzi formeranno una serie di squadre da cinque persone ognuna, per progettare oggetti a basso costo e personalizzabili, da riprodurre attraverso l’uso di stampanti 3D o macchine taglio laser.

Le squadre continueranno poi a lavorare fino ad aprile, quando verranno selezionati i progetti vincitori nel corso dell’evento conclusivo di Hackability,

I progetti di maggiore interesse, che verranno trasformati in prototipo al più presto, ma anche i restanti, saranno messi a disposizione del pubblico sotto licenza Creative Common sul sito di Hackability.

Per dispositivi condivisi da tutti

I prototipi realizzati  saranno messi a disposizione dei partecipanti e delle organizzazioni partner del progetto.

Come sostiene l’organizzatore Varotto, “è la prima volta, in Italia, che il mondo della disabilità e quello della tecnologia si incontrano per lavorare concretamente insieme.

Speriamo in questo modo oltre che offrire una occasione di “empowerment” per tutti partecipanti, di diffondere la pratica della costruzione artigiana in campo digitale per rendere economicamente accessibili oggetti e tecnologie oggi costose”.

In Italia e nel mondo un obiettivo analogo, seppure in forma diversa, viene perseguito anche da Open BioMedical Initiative: informazioni sul sito www.openbiomedical.org o su Facebook