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Vacanze senza confini e i bisogni speciali

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Un rilevazione Doxa sulle richieste di persone con esigenze speciali.

L’istituto di ricerca Doxa, con l’ Osservatorio Europacar, ha effettuato nei mesi scorsi l’indagine demoscopica Osservatorio Vacanze italiani 2015 dal titolo “Turismo senza confini, i bisogni dell’ accessibilità”.

Uno sguardo ampio è stato dato al turismo accessibile, al fine di comprendere i bisogni e i giudizi dei turisti italiani con bisogni speciali, persone con disabilità motoria o sensoriale, ma anche famiglie con bambini piccoli, anziani o animali.

Un turismo di quasi dieci milioni di persone, oltre il 16% delle famiglie italiane, che può portare un impatto diretto sul PIL di 11,7 miliardi di Euro (0,74% di quello nazionale) e una spesa indiretta incluso l’indotto di 27,8 miliardi di Euro (1,75% del PIL).

Milioni di famiglie interessate

Interessa famiglie numerose e con bambini piccoli (3,8 milioni di persone), turisti con animali al seguito (1,8 milioni) ed altrettante famiglie con membri con disabilità specifiche, con malattie croniche oppure in età avanzata.

Tra le esigenze dominano le infrastrutture per i bambini (31%), l’assistenza sanitaria (27%), l’ accessibilità alle strutture (23%) e degli spostamenti (22%), infrastrutture per animali (21%).

L’eliminazione delle barriere architettoniche è richiesta dal 63% degli intervistati, particolarmente dalle persone con disabilità (76%) e gli anziani e i malati cronici (74%), ma anche dalle famiglie numerose.

Invece, circa il 15% denuncia atteggiamenti ostili, incomprensioni, se non addirittura casi di vera e propria discriminazione.

L’accessibilità e la formazione

Gli intervistati hanno segnalato la necessità di una maggiore formazione degli operatori nel saper dare indicazioni utili sull’accessibilità di ambienti e luoghi e la richiesta di avere guide specializzate (55%).

Le famiglie decidono le proprie vacanze su internet (per il 64%), in particolare su siti di enti pubblici, ma tengono in considerazione anche il passaparola sulla cortesia e professionalità degli operatori.

La ricerca registra una buona fedeltà al luogo di vacanza da parte delle persone, che nel 45% dei casi non cambiano meta, dopo aver trovato luoghi, strutture e servizi che assicurano assistenza e accessibilità.

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In ogni caso, per quasi la metà degli intervistati (49%) nel nostro Paese è cresciuta l’attenzione per il turismo accessibile su questi temi, specialmente in Puglia e Sicilia, e nei confronti con l’estero la situazione è quasi uguale. 

Vi è però l’insoddisfazione per la mancanza di trasporti adeguati: il treno è bocciato dal 46% dalle persone per le carenze di molte stazioni, l’aereo va meglio con un 56% di gradimento.

L’Osservatorio dedica poi uno spazio ad Expo, illustrando che il 22% delle famiglie ha già svolto una ricerca sulla possibilità di visitare i padiglioni, ricavandone un’opinione positiva.