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Cooperatives Europe, #Closer Europe with #Coops

Le parole d’ordine di Cooperatives Europe per l’Europa del futuro

Cooperatives Europe, un appello per il futuro dell'Europa

Cooperatives Europe, un appello per il futuro dell’Europa (Fonte, Cooperatives Europe)

Quale futuro per l’Europa? Cooperatives Europe, la piattaforma delle cooperative europee risponde all’appello lanciato dal Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, nel corso del suo discorso per lo Stato dell’Unione 2017, il 13 settembre, a seguito della presentazione del Libro Bianco sul futuro dell’Europa, un documento di visione che intende definire gli ambiti di questo tema aprendo il dibattito al contributo di tutti i soggetti interessati. Ora ha deciso di rilanciare con un suo appello per un futuro cooperativo dell’Europa, in cui individua le linee guida che devono incardinare il percorso verso l’Unione Europea del futuro. Lanciato sui social media gli hashtag #Closer Europe with #Coops, l’appello ha raccolto in un solo giorno oltre 750 mila follower.

Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione Europea

Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione Europea (Fonte, Flickr)

Un documento che evidenzia la forza e la legittimazione delle imprese cooperative come protagoniste dell’economia sociale

Già il mese scorso Cooperatives Europe era intervenuta sul tema dell’economia collaborativa, altro tema lanciato dalla Commissione Ue come momento di riflessione per il futuro, ribadendo il suo ruolo cardine in termini di esperienza sul campo. Ora rilancia il concetto evidenziando la forza e la legittimazione delle imprese cooperative ad essere protagoniste dell’economia sociale e il ruolo chiave della capacità che hanno nell’offrire soluzioni adeguate per il futuro dell’europa.

Il documento è declinato in 4 principi generali e  7 punti che toccano i principali temi del dibattito sul futuro dell’Unione Europea, a partire da un mercato che assicuri un’equa concorrenza a tutte le forme d’impresa all’accesso al finanziamento, alla transizione energetica, all’agricoltura e all’allevamento sostenibili, allo sviluppo di una politica industriale sostenibile, ad una piattaforma per i lavoratori autonomi e freelance e a una politica globale di cooperazione allo sviluppo. Un appello che viene dalla voce, ricorda Cooperatives Europe, delle imprese cooperative in Europa e che rappresenta 140 milioni di soci cooperanti di 176 mila imprese cooperative competitive ed innovative in numerosi settori e che offrono lavoro a 4,7 milioni di cittadini europei.

Ma veniamo ora ai principi ed ai punti esposti nel documento (traduzione a cura di Legacoop).

Più vicino alla gente

Noi chiediamo alle istituzioni europee di abbracciare un nuovo modello di creazione della ricchezza: un’Economia Cooperativa radicata nei valori e nella partecipazione dei cittadini europei.

A differenza di una traiettoria di sviluppo che cede la leadership agli investitori e ai mercati finanziari, noi chiediamo una piattaforma partecipativa per l’imprenditoria e l’innovazione che avvicini il progetto europeo alle persone.

Le imprese cooperative rafforzano i valori europei

Sebbene la solidarietà ancora esista, eppure è in fase di erosione, in particolare a causa delle disuguaglianze dei redditi, la crisi dell’Eurozona e le instabilità politiche.

Il rinnovamento dei valori di solidarietà richiede un’Europa più vicina alla gente, con un modello economico che ampli la partecipazione e non l’esclusione.

Le cooperative, attraverso la loro struttura di governance democratica e partecipativa, offrono un modo testato per diffondere la proprietà e l’impresa in un’economia più inclusiva.

Quei Paesi in Europa in cui è più alto il tasso di valori cooperativi nella società , sono anche quelli che hanno visto livelli maggiori di recenti performance economiche.

Le imprese cooperative sono una storia di successo imprenditoriale europea

Le cooperative sono importanti storie di successo imprenditoriale nell’Unione Europea, contribuendo alla diversità imprenditoriale economica e sociale e alla resilienza economica.

Eppure, raramente le cooperative vengono riconosciute come la sola forma di impresa in grado di rispondere alle questioni sociali agendo contemporaneamente con successo in mercati competitivi.

Le cooperative, e la più ampia economia sociale, sono una componente vitale del Pilastro Sociale Europeo.

Per cogliere appieno il loro potenziale, non è sufficiente rilegare le cooperative in silos politici che non si adattano pienamente alle loro caratteristiche imprenditoriali (piccole imprese, imprese sociali, imprese sostenibili), mentre l’agenda politica principale marginalizza il contributo delle cooperative concentrandosi sul sostegno alle imprese guidate dagli interessi degli investitori o sull’imprese individuali piuttosto che su imprenditori che si uniscono in un team.

Le cooperative come drivers dello sviluppo sostenibile

Come imprese centrate sulle persone, le cooperative europee sono in una posizione centrale per sostenere a livello europeo gli Obiettivi Onu di Sviluppo Sostenibile e l’Agenda 2030. Esse operano in favore degli interessi di tutti i loro soci-proprietari e delle loro comunità.

Esse promuovono l’economia locale e la produzione, coinvolgono i giovani, sostengono l’integrazione dei migranti, promuovono l’uguaglianza di genere e la responsabilità sociale più ampia adottando pratiche imprenditoriali sostenibili e di lungo termine.

Il miglior sviluppo della dimensione sociale dell’Unione Europea, come espresso nel Pilastro Europeo dei Diritti Sociali, può essere sviluppato con politiche che promuovano il ruolo delle cooperative, in particolare la coesione sociale e l’inclusione dei cittadini più a rischio di povertà ed esclusione. Portare avanti la sostenibilità è il cuore del modello cooperativo.

 

Una chiamata all’azione per le cooperative

Come imprese innovative, le cooperative hanno un ricco portafoglio di innovazione e di pratiche che offrono opportunità di azione politica in tutti i settori dell’economia: dalla cultura all’abitazione, dall’agro-alimentare alle banche sino all’economia collaborativa.

A livello strategico, ci sono sette azioni interconnesse che sono decisioni critiche, sulle quali è necessario un consenso e un’azione per sbloccare il potenziale di un’economia cooperativa più ampia in Europa.

  1. Il riconoscimento a livello Europeo e dei singoli Stati membri, del principio della diversità delle forme di impresa e delle forme proprietarie, compreso il contributo delle imprese di proprietà dei soci, le imprese familiari, le cooperative, le banche, le assicurazioni mutualistiche e le mutue, l’introduzione di un Business Diversity Testnella valutazione d’impatto per tutte le nuove politiche e normative aziendali dell’UE, dalle banche alla tutela dei consumatori, per assicurare la parità di condizioni per tutte le forme di impresa.
  2. Investimenti basati su beni, con il riconoscimento del valore dell’ housing sociale, cooperativo e pubblico e delle comunità energetiche locali come priorità di investimento per il Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici, o un nuovo strumento di finanziamento per ampliare l’accesso a progetti più piccoli o iniziative congiunte attraverso la Banca Europea per gli Investimenti.
  3. Un’azione coordinata per fare passi avanti in Europa verso una transizione energetica , da una produzione di energia inquinante e centralizzata, prodotta da combustibili fossili e nucleari importati ad una produzione energetica più decentralizzata basata su fonti energetiche locali, rinnovabili e pulite, con l’aggiunta di maggiore efficienza energetica, con l’opzione aperta in ogni Stato membro per le cooperative che operano nel settore delle energetiche rinnovabili per sostenere questa transizione.
  4. Un impegno degli Stati membri per garantire un adeguato finanziamento per un’agricoltura e un cibo sostenibili nell’ambito del quadro finanziario pluriennale in linea con un piano d’azione promesso dalla Commissione Europea nel maggio 2018 per una ambiziosa e innovativa PAC per il futuro, insieme con degli accordi commerciali equilibrati per sostenere la competitività e la sicurezza dei prodotti alimentari europei.
  5. Lo sviluppo di una politica industriale inclusiva relativa a tutte le regioni dell’UE che: costruisca la cooperazione economica attraverso catene di approvvigionamento, promuova l’attività a basse emissioni di carbonio attraverso un passaggio verso un’economia circolare e un consumo sostenibile in settori come la GDO; promuova competenze cruciali per settori strategici come l’agricoltura in cui le cooperative agricole giocano un ruolo distintivo nell’UE e in tutti i settori come ad esempio competenze cooperative nel contesto delle nuove tecnologie; e acceleri l’uso della proprietà condivisa, attraverso il trasferimento della proprietà ai lavoratori in occasione della successione aziendale – strumento chiave per sostenere le imprese nei territori europei – e che riconosca il potenziale per l’evoluzione delle “piattaforme cooperative” che offrono una produzione condivisa nell’economia collaborativa.
  6. Una risposta rapida e coordinata ai cambiamenti del lavoro e della tecnologia, compreso il cambiamento emergente da lavoratore dipendente all’autoimprenditore, incoraggiando gli stati membri ad adottare quadri legislativi adeguati per le cooperative di auto imprenditori e Freelancer.
  7. Un impegno per la leadership sulla cooperazione allo sviluppo globale nel contesto degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, con particolare riferimento al contributo delle cooperative nel sostenere una vita dignitosa in tutto il mondo.

 

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