Home » DIRITTI » Diritto all’estate per le persone con disabilità

Diritto all’estate per le persone con disabilità

Diritto all’estate per le persone con disabilità

Riportiamo questo articolo apparso su Il Corriere della Sera sulle buone prassi per il turismo accessibile. In questo caso la spiaggia di Martinsicuro (Teramo) è un esempio si di “diritto all’estate”, al tempo libero, alla socializzazione, sia di inclusione lavorativa.

“Il loro simbolo è una vela che sventola con i colori della Pace, perché hanno «sempre proceduto nella direzione della difesa pacifica dei diritti dei più deboli e perché la vela è simbolo di resistenza al vento, che non è solo un ostacolo però, ma anche una spinta per procedere». Le parole di Danila Corsi, fondatrice e presidente dell’Anffas Onlus Martinsicuro, esprimono subito la storia e lo spirito con cui opera la sua associazione, all’interno dell’Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale. Così come quella vela colorata e gonfia di vento positivo rappresenta bene il suo progetto La Rosa Blu – Adriatico Handisport 2000, uno stabilimento balneare pilota sul Lungomare di Martinsicuro (Teramo) ad altissima accessibilità per le persone con disabilità, con anche concrete possibilità di una loro inclusione lavorativa. Un luogo curato con amore, dedizione e determinazione, che si è guadagnato il Premio Speciale Turismo Accessibile nell’ambito degli Italia Travel Awards 2018 come “migliore esperienza senza barriere” dell’offerta turistica italiana. E che trovate segnalato anche nel nostro elenco delle spiagge italiane accessibili. L’amore, la dedizione e la determinazione si evincono chiacchierando con Danila e sua figlia Marta, che l’aiuta con la comunicazione. Il progetto dello Chalet balneare ha, infatti, dovuto fronteggiare numerose traversie prima di essere realizzato con un finanziamento del Ministero degli Affari Sociali ottenuto nel 2000, in seguito a bando nazionale, ma di fatto erogato dalla Regione Abruzzo solo nel gennaio 2014 per l’avvio dei lavori.

Burocrazia, cambi di amministrazione comunale, ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato e altri impedimenti a livello locale hanno provocato un ritardo di ben quattordici anni, nel corso dei quali l’Anffas Onlus Martinsicuro, con il supporto di Anffas Nazionale, ha lottato per difendere il progetto. Poi, finalmente, nel marzo del 2014 è stato posto il primo plinto sulla sabbia. E un anno di lavoro serrato dopo, il 19 agosto 2015, la Rosa Blu è stata inaugurata.

È solo una sintesi delle vicissitudini affrontate con caparbia da Danila e il suo gruppo. Intoppi, rimandi e azioni che lei, però, racconta con animo fiero ma pieno di pace. L’obiettivo è stato raggiunto e questo è ciò che conta. «La motivazione e la forza per andare avanti l’abbiamo trovata nei nostri figli, non ci siamo arresi per loro, perché per loro rinunciare non sarebbe stato giusto» racconta Danila, che è mamma anche di un ragazzo con la Sindrome di Down, suo primogenito.

Grazie alla determinazione sua e di altri genitori che la affiancano, oggi gli sforzi sono ripagati dal sorriso dei clienti e da un riconoscimento come il Premio Speciale Turismo Accessibile che ne ha premiato l’eccellenza «per la qualità della struttura e dei servizi, ma anche per lo spirito con cui gestiamo il progetto, perché hanno riconosciuto la volontà dell’associazione di creare un’atmosfera di accoglienza particolare» spiega ancora Danila. «Vengono da ogni parte d’Italia, anche dall’estero, e molte famiglie ci scelgono indipendentemente dall’avere persone con disabilità, per la qualità dei servizi e per il clima di serenità e cortesia. Lo Chalet è aperto a tutti e offre servizi specifici per le persone con disabilità. Abbiamo eliminato tutte le barriere, anche quelle visive: la struttura è tutta fatta di vetrate in modo che tutti possano godere della visione immediata del mare e della spiaggia».

Sedie a ruote speciali per andare sulla sabbia e spingersi addirittura sulla battigia fino ad entrare direttamente in acqua, scegliendo poi di nuotare liberi o fare il bagno restando seduti. Il tutto grazie ad ampie pedane che rendono pratico il movimento durante il tragitto. Ancora, docce attrezzate per l’uso delle sedie a rotelle, un bancone bar ribassato ad altezza sedia, personale specializzato che aiuta le famiglie durante gli spostamenti e le operazioni necessarie, «così anche i familiari si godono meglio la giornata». E quattro metri e mezzo di distanza tra un ombrellone e l’altro, caratteristica quest’ultima «pensata per le persone con disabilità ma apprezzatissima anche dagli altri fruitori, perché un altro obiettivo è quello di non creare un ghetto ma favorire l’inclusione».

Inclusione anche lavorativa, grazie al ristorante che impiega ragazzi con disabilità che hanno frequentato l’Istituto Alberghiero, assegnandoli alla cucina, al bar o al servizio di sala. Tutti regolarmente retribuiti. «L’incarico viene assegnato secondo le capacità e le predisposizioni di ognuno, qualcuno per esempio preferisce lavorare in spiaggia. E sono tutti regolarmente assunti per un tempo che tiene conto delle loro possibilità».

La Rosa Blu ha anche un cuore “green”, che rispetta l’ambiente e la natura circostante la struttura, in particolare il biotipo costiero che la circonda con piante originarie della costa adriatiche ormai rare e una fauna che va altrettanto preservata dall’estinzione, in particolare il fratino, un uccello che nidifica in zona e depone le uova sulla sabbia.

«Abbiamo mantenuto questa natura tipica che cresce spontanea tutto intorno allo Chalet e che ha anche una funzione antierosiva preservando le dune naturali di sabbia, inoltre abbiamo creato una cartellonistica per spiegare agli ospiti le caratteristiche del territorio che noi rispettiamo».

Il 19 agosto La Rosa Blu festeggerà i primi tre anni di attività e Danila non ha dubbi: «Il regalo per noi è sapere di avere perseguito un principio di giustizia irrinunciabile per i nostri figli e per chiunque altro abbia delle difficoltà, perché con la nostra causa riusciamo a fare comprendere che tutti hanno diritto di fruire di tutto, anche del mare e della sabbia che qui possono godersi pienamente».

Lascia un Commento