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GLI OCCHIALI DEL FUTURO

Le tecnologie che ampliano i nostri orizzonti

Tutto ciò che entra nel nostro orizzonte visuale, viene continuamente elaborato dal nostro cervello; ogni oggetto che già conosciamo viene identificato all’istante. Noi non siamo, però, in grado di identificare ciò che ancora non conosciamo; in un tempo che sembra ormai vicino, degli occhiali speciali computerizzati progettati da Google, i Google Glass, ci metteranno in grado di farlo.

Indossando tali occhiali, che dovrebbero arrivare sul mercato l’anno prossimo, noi praticamente vedremo lo schermo di un computer sovraimpresso alla nostra visuale. Ad esempio, mentre saremo alla guida, vedremo normalmente la strada, e poi in un angolo della nostra visuale vedremo sovraimpressi l’orario, le mail che ci arrivano, le informazioni sulla strada stessa che stiamo percorrendo. La grande novità, infatti, è che tali occhiali possono elaborare la realtà che ci circonda, e di aumentare di parecchio la nostra capacità di interpretarla.

Un nuovo orizzonte visuale

Ad esempio, in un futuro abbastanza prossimo, tali occhiali, tramite dei sistemi di ricognizione facciale, probabilmente saranno in grado di dirci nome e cognome delle persone che vediamo per strada: certamente caratteristiche come questa, insieme a tante possibili altre, potrebbero aprire la strada anche ad utilizzi illegali dei Google Glass, che andranno regolamentati da leggi intelligenti ed efficaci.

Come però spesso accade per le novità tecnologiche, esse possono essere sia motivo di speranza, sia motivo di preoccupazione: tutto dipende dal tipo di uso che se ne fa. Recentemente Google ha fatto sperimentare l’innovazione anche a varie categorie di disabili, e grazie ad essa sembra che si possano compiere degli importanti passi nella direzione dell’inclusione e dell’autonomia. Per questo sociale.it ha ritenuto importante scrivere un articolo su tale innovazione: anche l’invenzione dell’automobile, ad esempio, ha portato nella società problematiche che prima non c’erano, però ha di certo ridotto il divario fra disabili e normodotati. Prossimamente parleremo di altre novità informatiche in grado di migliorare la vita dei disabili, e di favorire la loro inclusione.

Le soluzioni per l’inclusione

In California, tramite i Google Glass, una signora paralizzata e impossibilitata da vent’anni a fare alcunché riesce a scattare fotografie, ad utilizzare Internet e a telefonare. La capacità dei Google Glass di decifrare la realtà circostante può aiutare anche le persone non vedenti, che possono avere, tramite un sintetizzatore vocale, informazioni su ogni tipo di ostacolo che incontrano sul loro cammino.

Sembra inoltre che tra qualche tempo i Google Glass saranno in grado, sempre tramite la ricognizione facciale, di interpretare le nostre emozioni. Quest’utilizzo può essere d’aiuto ai soggetti autistici, che hanno difficoltà ad interagire emotivamente con il mondo esterno: però, sinceramente, la prospettiva che altri siano in grado, tramite un dispositivo elettronico, di decifrare le nostre emozioni appare piuttosto inquietante.