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Il primo sciopero contro una app

la Home dell'app Uber

Una delle immagini dello slideshow della home page dell’app Uber: la app sta provocando aspre polemiche tra i tassisti

I tassisti di Milano contro Uber

Parte da Milano la protesta che minaccia di diffondersi nel resto della penisola, davanti all’arrivo in Italia dell’App Uber, l’applicazione per smartphone che in giro per il mondo ha già scatenato le ire delle autorità dei trasporti pubblici locali e che in Italia potrebbe sfociare nel primo sciopero contro il virtuale.

Nata a San Francisco nel 2010, Uber si occupa di fornire un autista personale a chiunque e in qualsiasi momento solo con il tocco sullo schermo di uno smartphone ed ora scatena in Italia, ed in Europa, una sorta di luddismo del terzo millennio che accusa perfino il car-sharing di togliergli lavoro. Chi vincerà? La tradizione in carrozzeria gialla e tariffe pesanti e fisse o gli autisti ncc (noleggio con conducente) di Uber, a prezzo concordato e con puntualità svizzera, lì, quando servono?

La novità mette paura. La concorrenza anche

La storia è colma di profeti che hanno clamorosamente sbagliato le loro previsioni, spesso frutto di pregiudizi e di paura di fronte alle novità e ai cambi di stile, usi e mode.

  • «Il cinema è un’ invenzione senza futuro». La leggenda narra che nel 1895 il padre dei fratelli Lumiere abbia salutato così la scoperta dei figli Auguste e Louis.
  • «Non c’è nessun motivo per cui una persona dovrebbe tenersi un computer in casa», Kenneth Olsen, fondatore della Digital Equipment Corporation, 1977

Questa volta però non si tratta di una previsione, ma di una vera e propria barricata di persone in carne ed ossa di fronte alla più evanescente, ma al contempo concretissima, invenzione umana: una App abbreviazione di Applicazione.

L’arrivo della startup a Milano ha messo in crisi sia i taxi sia le aziende di autisti ncc (noleggio con conducente) riuscendo a far coalizzare le due categorie tradizionalmente rivali.

La protesta di tassisti contro Uber a Milano (Fonte: Unione di Rappresentanza Italiana dei Tassisti, Uritaxi, www.Uritaxi.it)

La protesta di tassisti contro Uber a Milano (Fonte: Unione di Rappresentanza Italiana dei Tassisti, Uritaxi, www.Uritaxi.it)

Come funziona Uber

Il funzionamento di Uber è semplice: basta scaricare la app, gratuita, registrarsi con un indirizzo email e numero di carta di credito. Digitata la destinazione, sullo schermo dello smartphone compare un preventivo di spesa. Dando l’ok verrà individuato l’autista più vicino, con tanto di foto, nome e targa dell’auto. Man mano che l’automobile si sposta verso di noi, sul telefono vedremo la macchinina che si avvicina. Il tutto a un costo che è il 20-30% più caro di un taxi, ma circa la metà di un noleggio con conducente (ncc).

Gli autisti personali in uniforme sono in realtà tutti conducenti locali con licenza ncc, ingaggiati dall’azienda con tanto di auto di lusso al seguito. La Uber non possiede auto proprie, ma si rivolge alle società ncc o ai cosiddetti «padroncini» che lavorano con la propria vettura. I costi di investimento sono quindi molto bassi. Da qui la facilità con cui la startup creata a San Francisco nel 2010 da due giovani è riuscita a replicare con successo lo stesso modello in 27 città di tutto il mondo. Da New York a Parigi, raccogliendo quasi 50 milioni di dollari dai più importanti fondi di investimento americani. L’azienda ci mette la app, la macchina la mette l’autista e Uber fa da tramite.

La protesta in Italia

Ed  in Italia sta per arrivare, dopo molte proteste, il primo sciopero contro una app. Secondo i tassisti, Uber violerebbe la legge di categoria del 1992, che prevede che le autovetture NCC partano dalla rimessa e che non possano sostare in giro in attesa del cliente come invece possono fare i taxi. Contro la app made in Usa è già nato un gruppo Facebook, “Uber, NO thanks”, “Uber, no grazie”, che raccoglie lamentele e denunce dai tassisti di altre città d’Europa: anche il conflitto si sposta sulla rete, con tanto di gruppo.