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Una "Rete Sociale per il lavoro"

Rete Sociale per il Lavoro (fonte: www.facebook.com)

Rete Sociale per il Lavoro (fonte: www.facebook.com)

Il sociale che da lavoro a chi è più fragile con il progetto della “Fondazione CON IL SUD”

La crisi aggredisce l’intero Paese ma è nel mezzogiorno che ha i suoi risvolti più pesanti sul piano occupazionale. A soffrirne le conseguenze, sono prima di tutto i soggetti più deboli: le persone con disabilità, i disoccupati di lungo periodo, gli immigrati e le professionalità a bassa specializzazione. A cambiare le cose ci prova la Fondazione CON IL SUD, promossa da impresa sociale, terzo settore e banche con lo scopo di creare reti territoriali per la cittadinanza attiva, lo sviluppo locale e l’occupazione ed in quest’ambito l’ultimo nato è il progetto “Rete Sociale per il lavoro“.

“Un ponte tra domanda ed offerta di lavoro”

La sperimentazione di questo approccio all’incontro tra chi cerca lavoro e chi lo offre, sostenuto nel 2011 dalla Fondazione CON IL SUD con i Fondi del Sostegno a Programmi e Reti di volontariato – una delle iniziative sostegno alla cittadinanza attiva che la Fondazione offre per le regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia –  è partito a settembre del 2013,  in via sperimentale in provincia di Foggia ed aspira a diventare un modello d’azione da esportare in tutto il mezzogiorno.

La presenza sul territorio

Sono quattro, ad oggi, gli sportelli territoriali aperti in Capitanata che si occupano di raccogliere, da una parte, i profili di chi cerca un occupazione e si trova in una condizione di fragilità e di svantaggio creando un percorso virtuoso per facilitare il loro inserimento lavorativo e, dall’altra, le esigenze delle aziende riguardo alle figure professionali di cui hanno bisogno, offendo consulenza contrattuale e sulle agevolazioni per l’assunzione e la formazione. Il tutto avvalendosi di un network territoriale che coinvolge terzo settore, istituzioni e soggetti economici.

Impresa sociale e terzo settore per l’occupazione

Ancora una volta, in assenza di risorse, sono le sinergie tra amministrazioni locali, privato e privato sociale a tentare di arrivare dove le istituzioni e le politiche nazionali perdono la loro capacità di penetrazione: il livello micro-territoriale, quello da cui occorre iniziare a costruire lo sviluppo, grazie anche a piccole iniziative mirate e rivolte a chi più forte sente il peso del disagio economico e sociale.