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Per una Sanità integrata

sanità integrata

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Auspicata da tutti una sussidiarietà tra pubblico e privato no profit

Il mondo della sanità si è riunito agli Stati generali della salute a Roma, per consentire il confronto tra le istituzioni, gli enti, le imprese e gli operatori pubblici e privati sulle politiche sanitarie da seguire e sulle strategie da adottare per garantire al Servizio sanitario nazionale una crescita equa su tutto il territorio nazionale.

Secondo il ministro della Salute Lorenzin i risparmi ottenuti devono essere reinvestiti per far fronte alla diffusione delle patologie croniche, alle fragilità, alle dipendenze, alla salute mentale, alle non autosufficienze e ai crescenti bisogni.

Il ministro ha invitato gli amministratori regionali ad avviare un importante lavoro di programmazione in grado di dare una risposta di salute adeguata ai bisogni dei cittadini, razionalizzando le spese.

I servizi territoriali

Fondamentale dunque una riorganizzazione fondata sulla prevenzione e soprattutto sul ricorso all’assistenza sanitaria integrativa, più che mai necessaria in relazione alla riconversione delle reti ospedaliere.

Importanti spunti sono emersi dal dibattito  ‘I servizi territoriali in rete vicini al cittadino’, che ha coinvolto Regioni, cooperative, volontariato e associazioni a proposito di reti, integrazione e rimozione delle disparità.

Tutti d’accordo sulla necessità di ripensare i modelli di assistenza territoriale, coinvolgendo in maniera organica le strutture pubbliche e le realtà private già operanti, che forniscono un apporto vitale sul territorio, assistendo milioni di italiani nelle case e creando nuovi posti di lavoro.
Oltre al tessuto delle cooperative sociali, ci sono la galassia del volontariato, specialmente nelle reti oncologiche e in quelle di anziani e disabili, e le associazioni dei cittadini e dei pazienti.

Il ruolo del Terzo Settore

Bisogna superare la contrapposizione tra privato non profit e pubblico per rendere concreti e omogenei in tutte le diverse realtà del Paese gli standard delle prestazioni sanitarie e assistenziali.

Deve essere dunque valorizzata al meglio la sussidiarietà: meglio una sanità integrata, che riesca a raggiungere tutti i cittadini, che una sanità pubblica per pochi.

Ed anche il Terzo Settore del Lazio insiste per sperimentare l’integrazione sociosanitaria in collaborazione con le Aziende sanitarie, come è emerso dall’incontro del 2 aprile scorso al Forlanini di Roma.

Numerose le testimonianze di associazioni e cooperative sociali che hanno dato cifre di un intervento capillare sul territorio laziale con attività legate alla salute mentale, al fine vita, ai migranti, allo sport e al benessere della persona.