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In arrivo i Lea per l'autismo

L'autismo

L’autismo

L’autismo: manifestazioni e numeri

Sono in arrivo i Lea (Livelli essenziali di assistenza) per l’autismo. Il Disturbo Generalizzato dello Sviluppo e l’Autismo (ovvero le categorie diagnostiche classificate come ICDH F84) è un complesso di sintomi che comportano, per chi ne è interessato, gravi problemi di disabilità. I disturbi  si manifestano nei primissimi anni di vita, con risvolti spesso devastanti. Essi coinvolgono infatti la capacità di comunicare, il linguaggio, la capacità di comprendere gli eventi sociali e la partecipazione alle normali esperienze di vita.Le conseguenze di tale disagio mentale e comportamentale si manifestano spesso in isolamento, crisi di panico, stereotipie, manifestazioni di aggressività, ossessività, fuga incontrollata. Le stime più aggiornate  parlano di 10 soggetti con Disturbo Generalizzato dello Sviluppo ogni 10.000 nati. Il problema forse più grave per la stragrande maggioranza degli interessati da tale disturbo consiste nel fatto che più dell’80% di loro non raggiunge mai un grado di autonomia e capacità socio-relazionale e dunque avrà per sempre bisogno di un contesto di vita protetto e facilitato.

Le Linee guida

La commissione Igiene e Sanità del Senato in questi giorni ha varato il testo che fissa come paletto per l’erogazione delle prestazioni le linee guida sul trattamento dei disturbi dello spettro autistico che devono essere aggiornate ogni tre anni dall’Istituto superiore di Sanità.

Le linee guida si devono occupare degli interventi farmacologici e non farmacologici per il trattamento dei disturbi dello spettro autistico basate sull’evidenza, per distinte fasce d’età, di soggetti trattati.

L’Istituto Superiore di Sanità pubblica e aggiorna ogni tre anni l’elenco degli esperti esterni e dei centri scientifici e clinici che collaborano alla redazione delle Linee guida. Prima di ogni approvazione triennale delle Linee guida, l’Istituto Superiore di Sanità pubblica il relativo progetto nel proprio sito internet, invitando le istituzioni e le figure professionali coinvolte nell’assistenza a soggetti con disturbi dello spettro autistico a fornire suggerimenti e osservazioni. L’Istituto superiore di Sanità mette a disposizione degli interessati procedure informatiche in grado di agevolare l’invio delle osservazioni.

Entro sei mesi dalla conversione in legge del Ddl il ministro della Salute dovrà emanare un decreto di aggiornamento del regime delle esenzioni relativo all’autismo.

Lo strumento da utilizzare sono i piani sanitari regionali, che dovranno contenere progetti, azioni programmatiche e altre iniziative per la prevenzione, la cura e la riabilitazione dei soggetti affetti da disturbo dello spettro autistico.

Gli obiettivi da raggiungere

Otto gli obiettivi da raggiungere:

a) promuovere la realizzazione sul territorio di servizi gestiti da unità funzionali multidisciplinari per la cura e la riabilitazione delle persone autistiche;

b) promuovere la formazione sugli strumenti di valutazione e le metodologie validati a livello internazionale, nel rispetto delle linee guida degli operatori sanitari dei servizi di neuropsichiatria infantile, di riabilitazione funzionale e di psichiatria;

c) promuovere la formazione sulle metodologie di intervento educative, validate a livello internazionale, degli insegnanti che seguono alunni con disturbi dello spettro autistico;

d) incentivare progetti sull’educazione sanitaria delle famiglie che hanno in carico persone affette da autismo, per ottimizzare le competenze, le risorse e la collaborazione con i servizi di cura;

e) garantire la tempestività e l’appropriatezza degli interventi terapeutici attraverso un efficace scambio di informazioni tra operatori sanitari e famiglie;

f) prevedere misure di coordinamento tra i servizi di neuropsichiatria infantile e di psichiatria per garantire la presa in carico e il corretto trasferimento di informazioni nel passaggio all’età adulta;

g) rendere disponibili sul territorio strutture diurne e residenziali con competenze specifiche sui disturbi dello spettro autistico in grado di effettuare, insieme ai servizi territoriali, la presa in carico di soggetti minori, adolescenti e adulti;

h) promuovere progetti finalizzati all’inserimento lavorativo di soggetti adulti con disturbi dello spettro autistico, che ne valorizzino le capacità.