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Il Terzo settore e i social network

Terzo settore italiano è presente con successo sui social network

Terzo settore italiano è presente con successo sui social network

Le organizzazioni no profit utilizzano con frequenza i diversi canali

Il Terzo settore è presente con successo sui social network, come già illustrava il Rapporto 2013 Il Non Profit in Rete della Fondazione ITHINK (vedi anche su Sociale.it).

Lo ribadisce anche la seconda edizione della ricerca “La comunicazione digitale nel nonprofit: usi, rischi e opportunità”, realizzata da Fondazione Sodalitas in collaborazione con l’Istituto Italiano della Donazione nell’ambito di Sodalitas Social Innovation (SSI).

L’analisi ha preso in esame un campione di 209 Organizzazioni no profit di diverso tipo: associazioni (38%), organizzazioni di volontariato (19%), cooperative sociali (14%), fondazioni (13%) e Ong (9%), di diverse dimensioni economiche operanti in assistenza socio-sanitaria, cooperazione e solidarietà internazionale, formazione, integrazione sociale, infanzia e giovani, paesi in via di sviluppo.

La presenza sui media

In generale, le organizzazioni sembrano saper usare con profitto i social network (solo il 19,5% del campione non li utilizza), e dal loro uso cerca soprattutto visibilità (87.5%) e sensibilizzazione(69%).

Facebook è di gran lunga il social network più utilizzato dal  nonprofit (76,8%, contro il 46,7% di Youtube, il 44,5% di Twitter, il 14,3% di Linkedin, il 15,8% di Google+),  nonché quello su cui le organizzazioni sono arrivate prima.

L’esperienza d’uso di questi canali è tendenzialmente positiva, il 54,1% del campione ha dichiarato di non aver mai avuto problemi in questo senso. Chi invece ne ha avuto esperienza parla soprattutto di criticità relative al tempo, alle risorse umane da dedicarvi, oppure semplicemente perché dispone di altri strumenti più efficaci.

Le diverse scelte

Al crescere delle dimensioni organizzative cresce comunque la presenza delle organizzazioni sui Social, per ottenere visibilità e soprattutto sensibilizzazione da un maggior numero di persone.

Diminuisce il numero di quelle che hanno scelto di non essere presenti sui social, mentre aumentano quelle che stanno valutando di entrarci. Diminuisce anche il problema delle risorse da impiegare per la gestione di questi canali, anche se rimane quello delle competenze.

Guardando alla tipologia delle organizzazioni, i social media sono utilizzati soprattutto dalle ONG, dalle Fondazioni e dalle Organizzazioni sociali, mentre Associazioni, Cooperative Sociali di tipo A e quelle di tipo B mostrano minore interesse per problemi organizzativi o per scelta.

Il Crowdfunding

Comunque il Terzo Settore, indipendentemente dalle dimensioni organizzative e dal settore di attività, ha ancora poca familiarità con le campagne di crowdfunding.

Ad utilizzare questo strumento per ottenere donazioni o fondi sono soprattutto le ONG (53%) e le Fondazioni (26%); in coda le Cooperative sociali (6%).

L’obiettivo economico prefissato è stato raggiunto solo dal 29% del campione, ma l’84% dei rispondenti ripeterebbe comunque l’esperienza, indipendentemente dal suo esito condizionato soprattutto alle resistenze degli utenti ai pagamenti on line e al periodo di crisi.