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Un museo per tutti i sensi

(Internet)

Museo Tattile Omero

Una formazione inclusiva per le persone con disabilità sensoriale

Oggi il museo non è più una semplice vetrina d’arte, ma va inteso come un luogo di educazione, formazione ed accoglienza.

Dunque diventa indispensabile per gli operatori acquisire conoscenza e sviluppare competenze specifiche per saper accogliere le persone con disabilità sensoriale e rendere accessibili forme e contenuti del museo.

Si tratta di una visione inclusiva e accessibile della cultura, che permette di intercettare nuovi visitatori sino ad oggi poco coinvolti.

Le iniziative in Italia

Molte sono le iniziative in questo settore: venerdì 20 e sabato 21 giugno si è svolto all’Università Ca’ Foscari di Venezia il laboratorio Il museo in tutti i sensi: approcci ed esperienze per l’accessibilità e l’inclusione in àmbito culturale delle persone con disabilità sensoriali.

Scopo del laboratorio era quello di introdurre operatori e dirigenti all’approccio inclusivo, sviluppando una riflessione sulla comunicazione accessibile e confrontandosi con buone prassi museali e progetti innovativi.

Anche il Museo Tattile Statale Omero di Ancona è nato per offrire uno spazio innovativo non solo per chi non può misurarsi con la luce e l’immagine, ma per rivelare a tutti le possibilità di una percezione artistica che passa attraverso suggestioni plurisensoriali.

Toccare l’Arte

A i visitatori viene data la possibilità di toccare volti, corpi e prospettive attraverso le proprie mani, con una collezione fruibile tattilmente sull’arte plastica e scultorea di tutti i tempi.

A supporto dei disabili visivi vi sono descrizioni in Braille, in nero a caratteri grandi e scale mobili per l’esplorazione, video, DVD, audiocassette, ausili tiflodidattici.

Il corso proposto annualmente dal Museo Omero sul tema dell’accessibilità ai beni culturali ha formato in questi anni circa 1.000 professionisti provenienti da tutta Italia, fra operatori museali, educatori, docenti di sostegno e guide turistiche.  Questi hanno potuto riportare nelle loro rispettive realtà gli strumenti e i metodi per rendere l’educazione artistica ed estetica accessibile.

Sono nati così gli attuali percorsi accessibili per non vedenti e non udenti ai Musei Vaticani e Galleria Borghese di Roma, a Palazzo Vecchio e Palazzo Strozzi di Firenze, ma anche a Milano, Brescia, Napoli, Bologna e Palermo.