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Approvato il Patto per la Salute

Patto per la salute

Patto per la salute

Le revisioni agli articoli del Patto della Salute 2014-2015

Gli articoli che compongono il Patto per la salute 2014-2015 sono stati oggetto di varie revisioni prima di essere definitivamente approvati.
Per il 2014 lo stanziamento per la Sanità nel nostro Paese è confermato in 109,928 miliardi, e salirà a 112,062 nel 2015 e a 115,444 nel 2016 “salvo – precisa il testo – eventuali modifiche che non si rendessero necessarie in relazione al conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica e a variazione del quadro macroeconomico”.
Verranno poi snellite le norme per ottenere l’autorizzazione e il rimborso per l’assistenza sanitaria transfrontariera e il riconoscimento delle ricette mediche in un altro Stato membro.
Novità anche sul fronte della continuità assistenziale tra ospedale e territorio. Entro 6 mesi dalla stipula del Patto dovrà essere redatto un documento di indirizzo sull’appropriatezza riabilitativa, “per garantire alla persona con disabilità un percorso riabilitativo integrato all’interno della rete riabilitativa”.

L’umanizzazione delle cure e i numeri di emergenza

Il Patto dedica un intero articolo alla cosiddetta umanizzazione delle cure, un impegno che prevede un progetto di formazione del personale e un’attività progettuale in tema di cambiamento organizzativo, indirizzato prioritariamente, alla pediatria, alla comunicazione, all’oncologia e all’assistenza domiciliare.
Per quanto concerne le attività del 118 un accordo Stato Regioni dovrà definire i criteri per l’accreditamento dei servizi di trasporto e soccorso sanitario, definendo la dotazione delle attrezzature e dei presidi. Sarà poi introdotto il numero unico europeo di emergenza 112, che sarà recepito dalle centrali operative del 118.
Nel Patto si parla ovviamente anche di ticket e si evidenzia la necessità di una revisione del sistema “che eviti che la partecipazione rappresenti una barriera per l’accesso ai servizi e alle prestazioni così da caratterizzarsi per equità e universalismo”. Il sistema, in fase di prima applicazione, dovrà considerare la condizione reddituale e la composizione del nucleo familiare. Successivamente “potrà essere presa in considerazione la condizione ‘economica’ del nucleo familiare”.

I piani di rientro e l’E-Healt

Nel Patto si conviene sulla necessità di “ridefinire il sistema di governo dei piani di rientro con processi di qualificazione dei sevizi sanitari regionali”. Il Patto prevede l’incompatibilità tra il ruolo dei commissari ad acta con l’affidamento di incarichi istituzionali e, in particolare, che “in caso di nuovi commissariamenti, sia previsto che la nomina a commissario ad acta sia incompatibile con l’affidamento o la prosecuzione di qualsiasi incarico istituzionale presso la Regione soggetta a commissariamento”.
Non potevano mancare articoli sulla E-Healt. Regioni e Governo sigleranno, entro 30 giorni dall’intesa sul Patto, un Patto per la Sanità Digitale, cioè un piano strategico per la diffusione della sanità digitale.