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Google Glass: con Remedy lo specialista visita a distanza

Con Remedy e Google Glass visite specialistiche a distanza più semplici (www.remedyonglass.com)

Con Remedy e Google Glass visite specialistiche a distanza più semplici (www.remedyonglass.com)

Una app per consulti on demand con gli occhi del medico

In futuro, oltre allo stetoscopio, forse anche i Google Glass faranno parte della dotazione di base dei medici di famiglia. Accadrà se andrà in porto il progetto remedy, dell’omonima startup americana, che attraverso Beam, uno specifico software proprietario per la criptazione dei dati sensibili dei pazienti, con la app Remedy consentirà al medico di famiglia di collegarsi in diretta, durante la visita, con uno o più specialisti per stabilire la diagnosi esatta e la terapia migliore per il paziente. Il vantaggio è evidente. Le diagnosi saranno più veloci, complete e sicure, verranno drasticamente abbattuti i tempi per terapie ed i controlli di routine, accelerando così i tempi di guarigione con meno disagi per il paziente e diminuendo la possibilità di errori medici ed i costi sanitari.

Un software speciale cripta i dati sensibili del paziente

Al centro della app c’è Beam, un software proprietario che cripta e trasmette video in tempo reale da Google Glass a qualsiasi punto finale autorizzato, come ad esempio un computer portatile, tablet o smartphone, attraverso cui, in remoto e in tempo reale, uno specialista può osservare il paziente, esaminarne i dati clinici e fare una diagnosi. Secondo gli ideatori della app Beam è in grado di riassumere una visita  di 60 minutinello studio specialistico in un caso standard di 2 minuti, con evidenziati tutti i problemi del paziente. Si tratta di  un passo avanti rispetto alla telemedicina perché, spiega a mashable.com Noor Siddiqui, cofondatore di Remedy, “gli specialisti non hanno tempo di guardare l’infermiera durante un intero appuntamento attraverso una videochiamata. Beam da agli specialisti esattamente le informazioni che servono per una risposta rapida, ma non così tanto rapida da disorientare”.

Remedy si può interfacciare con differenti dispositivi fissi e mobili

Remedy si può interfacciare con differenti dispositivi fissi e mobili (www.remedyonglass.com)

I vantaggi di Remedy

Nella visione dei suoi creatori Remedy è un applicazione vantaggiosa per i pazienti, che attendono meno tempo per una diagnosi o una terapia, in genere durante la visita dal medico di famiglia o comunque al massimo nel giro di 24 ore. Per gli specialisti l’app rappresenta l’opportunità di ottimizzare i tempi ed il numero delle visite e le agende degli appuntamenti, organizzandoli in base alle urgenze reali e non ai falsi allarmi. Ai medici offre invece la possibilità di operare a mani libere, con una tecnologia leggera e attivata dalla voce, senza dipendere dal videoterminale. Queste caratteristiche, infine, non possono che contribuire al miglioramento della produttività dei servizi sanitari. Attualmente Beam è l’unico software di collaborazione clinica su Google Glass conforme alle normative americane Hipaa sulla privacy dei dati sulla salute del paziente. Attualmente sono in corso i test per portare entro un anno la App su altre piattaforme

Una startup per la salute

Remedy ha sede a San Francisco ed ha ricevuto da dei business angel una cifra di finanziamento imprecisata. Siddiqui e la sorella Gina – che ha lasciato il suo ultimo anno di medicina per fondare con lui Remedy – hanno avviato l’attività attraverso dei programmi pilota negli ospedali delle Università della Pennsylvania e di Harvard, dove il riscontro della sperimentazione è stato positivo. La società prevede di allargare la sperimentazione ad almeno altre 3 strutture ospedaliere nei prossimi tre mesi. Sebbene non venga ancora rivelato quali siano i casi d’uso di elezione di Remedy, i fratelli Siddiqui fanno intendere che l’appllicazione è particolarmente utile nelle diagnosi in cui è importante l’osservazione del paziente, come ad esempio nel caso dell’autismo, in cui è necessaria l’osservazione comportamentale e non si usano test invasivi.