Home » APPROFONDIMENTI » Importanza dello screening mammografico per la prevenzione del tumore al seno

Importanza dello screening mammografico per la prevenzione del tumore al seno

Screening mammografico: nella foto l'immagine mammografica di un seno sano a destra e di un seno connodulo tumorale ("Mammo breast cancer". Con licenza Public domain tramite Wikimedia Commons - http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Mammo_breast_cancer.jpg#mediaviewer/File:Mammo_breast_cancer.jpg)

Screening mammografico: nella foto l’immagine mammografica di un seno sano a destra e di un seno con nodulo tumorale (“Mammo breast cancer”. Con licenza Public domain tramite Wikimedia Commons – http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Mammo_breast_cancer.jpg#mediaviewer/File:Mammo_breast_cancer.jpg)

Prevenzione e decorso della malattia

Politiche di screening mammografico e prevenzione dei tumori al seno: ancora lontana l’attenzione che si dovrebbe avere sulla prevenzione di uno dei tumori più diffusi tra le donne. In alcune regioni del sud Italia, 3 donne su 4 non sanno che una mammografia potrebbe salvare loro la vita. Oltre a ridurre le sofferenze, la prevenzione e l’accertamento precoce aiutano a contenere la spesa sanitaria. Gli interventi che si possono svolgere nelle fasi iniziali dell’insorgenza della malattia sono spesso meno costosi di quelli che si rendono necessari quando la malattia è già in stato avanzato. Due ricercatori, un italiano e un tedesco, hanno studiato gli effetti delle lettere di screening mandate dalle autorità regionali europee alle donne nella fascia di età 50-64 con l’invito a fare la mammografia.

Una ricerca sulle politiche di screening

Il programma di screening, studiato dai due ricercatori, è stato adottato in alcuni Paesi europei fin dai primi anni Ottanta. Al 2006 — anno per cui le informazioni dello studio sono state organicamente raccolte — era adottato nel 58% dei paesi delle e implica che la mammografia può essere fatta gratuitamente per le donne nella fascia di età decisa dalle autorità sanitarie.
Lo studio per la prima volta quantifica nel 24% l’incremento degli esami diagnostici effettuati in seguito all’invito mandato a casa alle donne interessate. Quindi, i benefici di uno screening indotto, con l’invito di una lettera a presentarsi presso una struttura sanitaria, può davvero fare la differenza.
Lo studio fa anche luce su aspetti negativi nel nostro paese. Ci sono regioni, come la Puglia, nelle quali nel 2006 il programma non esisteva proprio mentre, laddove esiste il programma, la percentuale di donne realmente raggiunte dalla lettera varia molto. In alcune regione del Nord le donne raggiunte sono tra il 75 ed il 100% di quelle interessate, mentre nel Sud ne viene raggiunta una percentuale inferiore al 50%. In Sardegna, Sicilia e Calabria arriva meno del 25% delle lettere che dovrebbero arrivare.

Un documento dell’OMS

In un documento l’OMS analizza il “bilancio tra benefici e danni” dello screening mammografico, sottolineando l’importanza della diagnosi precoce e del controllo. Complessivamente, lo screening riduce del 20% la mortalità associata al cancro della mammella. Ad oggi oltre il 30% di tutti i tumori potrebbe essere prevenuto. Circa il 30% dei tumori potrebbe essere prevenuto; ogni anno, inoltre, si registrano circa 500.000 decessi dovuti a tumore del seno, Per rilevare precocemente il cancro, le strategie indicate dall’OMS sono due: la diagnosi precoce e lo screening.
Complessivamente, la maggior parte delle donne riceve la diagnosi in uno stadio avanzato e in questo caso i tassi di sopravvivenza a cinque anni sono bassi, tra il 10% e il 40%. In paesi ed ambienti in cui la diagnosi precoce e i trattamenti di base sono accessibili, il tasso di sopravvivenza a cinque anni da tumore del seno localizzato precocemente supera l’80%. La mammografia sembra essere il metodo più efficace per una diagnosi precoce del cancro alla mammella. Nonostante ciò, esiste un dibattito che assume un’entità significativa sull’equilibrio tra benefici e danni dello screening mediante questo strumento, riferiscono gli esperti. Tra i potenziali benefici, la riduzione del tasso di mortalità dovuto alla malattia, mentre tra i potenziali danni, di cui la misura dell’entità è incerta, ci può essere quello della sovra-diagnosi e dei falsi positivi.
La diagnosi precoce si basa su un’aumentata consapevolezza a livello pubblico e professionale dei sintomi associati al cancro; ciò comporta la capacità di riconoscere segnali di allarme che possono far sospettare la presenza della malattia e un intervento tempestivo.
Oltre il 60% dei nuovi casi di tumore è diagnosticato in Africa, America Centrale e Meridionale e Asia; nel 2012 i decessi legati a questa malattia a livello globale sono stati 8 milioni e 200mila.
Oltre 3 tumori su 10 potrebbero essere prevenuti attraverso regole nello stile di vita o mediante l’immunizzazione da infezioni che possono causare il cancro (HBV, HPV): i tumori causati da questi virus rappresentano il 20% del totale. Nelle donne, i tumori a più alto tasso di mortalità in ordine di frequenza sono: tumore del seno, stomaco, colon-retto e della cervice; mentre negli uomini tumore del polmone, stomaco, fegato, colon-retto ed esofago.