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Potrebbe nascere il wi-fi condiviso tra cellulari

Wi-fi condiviso

Verso un futuro di Wi-fi condiviso e libero per il mobile?

Per ora una tecnologia allo studio in USA

Un wi-fi cooperativo tra cellulari? Gli operatori di telefonia mobile negli USA stanno valutando una tecnologia che consenta di prendere in prestito la larghezza di banda da un cellulare che si trova nelle vicinanze nel caso in cui il segnale della propria rete sia debole. La soluzione è stata ideata dalla startup M87. Potrebbe così avvenire che un utente X di telefonia mobile che ha attivato un servizio per accedere a Internet tramite cellulare è nel retro di un locale. Un utente Y, anch’egli in grado di connettersi alla Rete in mobilità con lo stesso network, è invece vicino alla finestra dello stesso locale. L’utente X è in un luogo in cui il segnale della propria rete cellulare di riferimento è debole e non riesce a fruire di una velocità di download sufficiente per eseguire determinate azioni. L’utente Y è invece più vicino alla stazione radio base e quindi gode di un segnale più potente. La tecnologia sviluppata dalla startup texana M87 permette all’utente X di prendere in prestito la larghezza di banda dall’utente Y e aumentare così la velocità di download, di almeno il 50%. La condivisione avviene tramite Wi-Fi e poggia su un software installato a bordo dei telefonini. La tecnica si chiama mesh networking, attraverso cui è possibile implementare una rete a maglie tramite una WLAN (Wireless Local Area Network), costituita da nodi che fungono da ricevitori, trasmettitori e ripetitori. Una rete senza fili che in qualche modo può chiamarsi cooperativa. La start up ha già raccolto 3 milioni di dollari all’inizio del 2014.
A contribuire al progetto sono anche Qualcomm e 21Vianet. Quest’ultima è il più grande fornitore di servizi data center per Internet in Cina e nel 2015 lancerà una rete cellulare caratterizzata dall’implementazione della tecnologia messa a punto da M87.

Il funzionamento del wi-fi cooperativo

Prendere in prestito la larghezza di banda da un cellulare nelle vicinanze, tuttavia, avrà un “costo”. Per il donatore, peraltro. La batteria dell’utente Y perderà il 10% di carica per consentire all’utente X di fruire di una maggiore velocità di download. I tecnici hanno spiegato che il software di M87 può essere impostato in maniera tale che il cellulare renda disponibile la larghezza di banda soltanto se la percentuale di carica della batteria è pari almeno al 60%.
Secondo Pan Hui, docente di Informatica presso la Hong Kong University of Science and Technology, la soluzione di M87 sembra fattibile, ma si dovrà garantire agli utenti che i loro dati sensibili rimangano al sicuro durante la condivisione della larghezza di banda. A tal proposito, M87 ha reso noto che si potrà ricorrere alla crittografia.
Potrebbe finire presto l’ansia di trovarsi in una località e avere poco segnale wi-fi.