Home » APPROFONDIMENTI » Disavventure in treno

Disavventure in treno

castello

Francesco Canale, l’artista focomelico che dipinge con la bocca

Senza braccia e senza gambe, coraggiosamente viaggia in treno da una parte all’altra dell’ Italia. Ma non sempre l’organizzazione dei servizi di assistenza dedicati ai passeggeri disabili gli viene incontro. Stiamo parlando di Francesco Canale, un artista privo dei quattro arti: alcuni mesi fa, in quest’ articolo, avevamo ampiamente parlato della sua storia e del coraggio con il quale affronta quotidianamente la vita. Francesco viaggia molto, sia per partecipare a convegni e a mostre, sia per andare a trovare i suoi genitori adottivi che, mentre lui è andato a vivere con sua moglie a Lecce, sono rimasti ad Alessandria. Queste città non sono certo vicine, e le problematiche che una persona disabile può incontrare lungo il tragitto, sono tante: è quindi importante avere la possibilità di contare su un buon servizio di assistenza.

Un servizio non sempre efficiente

In quest’articolo di alcuni mesi fa abbiamo parlato molto in dettaglio del servizio di assistenza che Trenitalia fornisce alle persone disabili. Tale servizio tende ad essere efficace nelle grandi stazioni, e meno efficace, oppure inesistente, nelle stazioni piccole; inoltre in generale si riscontra una maggiore efficienza al Nord. Alcune volte, poi, la vita dei passeggeri viene resa più difficile da regole inutilmente rigide e complicate, come è successo a Francesco Canale in due circostanze che egli ha ampiamente raccontato sul suo blog.

Un treno attrezzato … ma non autorizzato

Nel settembre del 2012, durante uno dei suoi viaggi da Lecce ad Alessandria, Francesco scopre che il treno a lunga percorrenza Lecce – Torino è in forte ritardo, e decide di cambiare percorso e di prendere il treno regionale Piacenza – Alessandria. Questo treno reca il simbolo che indica lo spazio per le carrozzine; ma gli operatori della stazione di Piacenza, con estremo stupore di Francesco, si rifiutano di farlo salire. Praticamente quel treno, pur essendo attrezzato per le persone disabili, non disponeva delle necessarie autorizzazioni: pertanto, la Sala Blu di Bologna, nel timore che potesse accadere qualche incidente su un treno “non autorizzato”, non aveva dato il permesso affinché Francesco salisse sul treno. La situazione si risolve grazie ad un’assunzione di responsabilità scritta firmata dal capotreno, persona di buon senso che aveva capito l’assurdità della situazione.

Il disabile può attraversare, l’accompagnatore no

Il binario della stazione di Alessandria che hanno impedito di attraversare alla moglie di Francesco

Il binario della stazione di Alessandria che hanno impedito di attraversare alla moglie di Francesco

Poco più di due anni dopo, nel novembre 2014, alla stazione di Alessandria Francesco è incorso in un episodio analogo. La stazione di Alessandria è sempre stata priva di ascensori e di montascale: i lavori per la loro messa in funzione sono in corso da molti anni. L’unico modo che Francesco, e qualsiasi altro passeggero in carrozzina, ha per uscire dalla stazione è quello di attraversare le rotaie: Francesco lo aveva fatto innumerevoli volte in passato, sempre insieme ad un accompagnatore che costituisce una presenza fondamentale. Infatti – scrive Francesco sul suo blog animabluartista.blogspot.it – un accompagnatore “sa come muoversi, prenderti, sollevarti … conosce la carrozzina certamente più di due operatori che vedi da neanche cinque minuti”. Lo scorso 8 novembre, invece, un paio di responsabili di stazione particolarmente pignoli hanno negato alla moglie di Francesco il permesso di attraversare i binari insieme al marito, e non è stato sufficiente neanche il parere favorevole di un maresciallo della Polizia Ferroviaria che era stato chiamato in causa. Sembra che alla moglie sia stato negato l’attraversamento per una questione di mancata copertura assicurativa. Francesco ha quindi dovuto attraversare le rotaie assieme ai soli assistenti di stazione: a prima vista può sembrare una cosa da poco conto, ma una qualsiasi persona disabile conosce la sensazione di paura che si prova nell’affrontare situazioni rischiose completamente in balia di persone sconosciute. Più la disabilità è seria, più tale sensazione di paura e di spaesamento può essere accentuata.

Sono necessarie regole ragionevoli

In entrambe le situazioni, quindi, Francesco e sua moglie si sono imbattuti in regole contrarie ad ogni buonsenso: in entrambi i casi le autorità, il capotreno nel primo caso e il maresciallo della Polfer nel secondo, hanno auspicato l’infrazione di queste regole pur di consentire alla coppia di completare il percorso. Noi pensiamo che, in un settore delicato come quello dell’assistenza alle persone disabili, sia molto meglio stilare regole ragionevoli e poi farle osservare, piuttosto che stilare regole irragionevoli e poi costringere le persone ad infrangerle.