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Cervello più attivo grazie al touch screen

Effetti sul cervello dall'utilizzo degli smartphone

Effetti sul cervello dall’utilizzo degli smartphone

Utilizzo di smartphone ed effetti sul cervello

Il cervello è più attivo se si usa il touch screen? Lo rivela una ricerca pubblicata su Current Biology. Ecco cosa succede alla corteccia somatosensoriale quando si usa uno smartphone. Le nuove tecnologie digitali che hanno modificato profondamente il modo di comunicare sembrano avere conseguenze ben oltre agli stili di vita di tutti i giorni, spingendosi fin dentro il nostro cervello. E’ questo ciò che fa il touch screen degli smartphone, il cui uso porta a un continuo allenamento del cervello nelle sue aree destinate alla rielaborazione delle informazioni che provengono dalle dita.

Le fasi della ricerca

A condurre la sperimentazione che ha portato alla scoperta,  è stato un gruppo di ricercatori guidato da un neuroscienziato dell’università svizzera di Zurigo, che in uno studio pubblicato su Current Biology hanno confrontato l’attivazione della corteccia somatosensoriale – la porzione del cervello che processa le informazioni provenienti dai sensi – nei 26 partecipanti cui è stato fatto utilizzare uno smartphone dotato di touch screen con quella rilevabile negli altri 11 partecipanti, cui è stato invece fatto utilizzare un telefono con la vecchia classica tastiera. I risultati degli elettroencefalogrammi  hanno messo in evidenza che in chi usa il touch screen l’attività dell’area del cervello associata alle informazioni provenienti dalla punta delle dita è più attiva. Per di più, aggiungono gli autori, “la punta del pollice è risultata sensibile alle variazioni quotidiane dell’uso del telefono: tanto minore era il tempo trascorso da un’occasione di uso intenso del telefono, tanto maggiore era il potenziale della corteccia associato”. Sembra quindi che il cervello possa essere continuamente modificato dall’uso delle nuove tecnologie. Ciò conferma che la corteccia somatosensoriale è in grado di adattarsi all’uso che viene fatto di alcune aree del corpo, ma non solo. “Gli smartphone – sottolinea uno dei ricercatori – ci offrono una possibilità di capire in che modo la vita di tutti i giorni modella il cervello delle persone comuni”. Finora i neuroscienziati avevano studiato l’attività neuronale in gruppi di persone che fanno un uso intenso delle loro dita, come ad esempio i musicisti o i giocatori  incalliti. Gli smartphone però hanno offerto per la prima volta l’opportunità di verificare in che modo il cervello si modifichi in risposta ai comportamenti della vita di tutti i giorni. In Italia della ricerca ha parlato diffusamente il mensile Wired.