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L’ impresa sociale verso il cambiamento

Il Rapporto di Iris Network

Il Rapporto di Iris Network

Il Rapporto di Iris Network analizza le prospettive

Anche quest’anno, Iris Network, l′Associazione italiana degli Istituti di Ricerca sull′Impresa Sociale, ha analizzato con il suo Rapporto L’ Impresa Sociale in Italia Identità e sviluppo in un quadro di riforma, la situazione dell′imprenditoria sociale in Italia, mettendone in luce le prospettive.

Il rapporto, curato da Paolo Venturi di AICCON e Flaviano Zandonai, parte dal momento difficile per il paese, con la contrazione della domanda, la riduzione delle risorse pubbliche destinate alle politiche sociali e le indagini che coinvolgono numerose cooperative sociali.

Rapporto-Iris-Network

L’ impresa sociale in Italia

Inoltre è in corso la riforma del Terzo settore avviata dal governo, che si è posta l’obiettivo di ricongiungere sotto un’unica disciplina tutte le varie forme di impresa sociale operanti.

Il Rapporto vuole sfidare il legislatore ed individuare alcuni esempi di imprenditoria sociale potenziale.

L’impresa sociale è oggi composta da oltre 12 mila cooperative sociali, 774 imprese sociali costituite in base alla legge 118 del 2005 e 574 altre imprese che riportano la dicitura ‘sociale’ nel loro nome.

Queste insieme danno lavoro ad oltre 540 mila addetti, oltre a 45 mila volontari, per un valore della produzione che supera i 10 miliardi di euro.

Il potenziale sociale

Ma sta crescendo un insieme di filiere territoriali composte da piccole e medie imprese che immettono nella produzione economica elementi di valore sociale e ambientale.

Si parla di 82mila organizzazioni non lucrative che sono “market oriented”, ovvero ricavano la maggior parte delle loro risorse economiche da transazioni di mercato e che occupano 440 mila addetti.

Si possono infine includere 61mila imprese di capitali che operano in settori a vocazione sociale e impiegano 446mila persone per lo più negli ambiti sanitario, ricreativo e culturale.

Per cui il potenziale complessivo si estenderebbe su oltre 150mila imprese ed un milione e mezzo di occupati in Italia.

La riforma normativa dovrebbe rendere più attrattiva la forma dell’impresa sociale, coinvolgendo i diversi soggetti e convogliando risorse verso iniziative che producono una ricaduta positiva sul territorio.

Un’impresa riformata secondo queste linee guida potrà sviluppare ulteriormente il suo già importante contributo di creazione di occupazione per le persone più giovani, un patrimonio di competenze e motivazioni che non va sprecato.