Come comunica Stephen Hawking?

Stephen Hawking "parla" ad una conferenza utilizzando il suo computer
Stephen Hawking “parla” ad una conferenza utilizzando il suo computer

Stephen Hawking, nel corso della sua lunga carriera, ci ha svelato parecchi segreti sulla storia e sulle dinamiche dell’Universo. Da una decina d’anni, però, riesce a controllare solo un muscolo della guancia: grazie ad un sofisticato sistema progettato dalla Intel,  il grande scienziato britannico comunica con l’esterno, e scrive tutte le sue pubblicazioni, solo tramite i movimenti di tale muscolo. Negli ultimi anni, però, la sua malattia del moto-neurone, pur progredendo molto lentamente rispetto ad altre malattie analoghe, gli ha reso più difficili anche i movimenti di tale muscolo, e di conseguenza anche l’utilizzo del software della Intel. Ma Hawking ancora una volta non si è dato per vinto e si è munito di una tecnologia ancora più avanzata: il software della Intel è stato integrato con l’interessantissima tecnologia SwiftKey, in grado di prevedere le parole che il professor Hawking ha intenzione di scrivere. A volte, come spiegheremo, le parole compaiono prima ancora che il Professore inizi a digitarle!! Grazie a tale tecnologia, lo scienziato riesce a scrivere a velocità doppia, e, come ha dichiarato il professor James Osborne, il capo del progetto, “ha più tempo per pensare ai segreti dell’Universo”.

Parole predette in base al contesto

La tecnologia Swiftkey è molto più avanzata delle normali funzioni di completamento automatico delle parole che sono presenti ormai su ogni telefonino. Sullo stesso sito della Swiftkey, sezione blog, è spiegato in dettaglio come funziona il nuovo sistema impiegato da Hawking per comunicare. Esso ha in memoria molte pubblicazioni dello scienziato; sulla base delle parole contenute in tali pubblicazioni, e dell’argomento che Hawking sta trattando in quel momento, esso fa delle previsioni sulle parole che ogni volta Hawking si accinge a digitare, dandogli la possibilità di completarle con un solo ulteriore “click”, che nel suo caso corrisponde ad un movimento del muscolo. Facciamo un esempio: poniamo che Hawking stia scrivendo un trattato di cosmologia, e abbia appena scritto la parola “black. Se la successiva parola che Hawking intende digitare inizia con “h” ci sono grandi probabilità che essa sia “hole” oppure “holes” (“black hole” = “buco nero”).

swiftkey
“SwiftKey legge il mio …” blog, pensiero oppure libro?

 

Nella figura sopra, un esempio effettivo del funzionamento della tastiera: come si vede, il programma a volte fa delle previsioni addirittura prima che l’utente inizi a digitare la parola successiva, solo sulla base del contesto.

Hawking “parla” con accento americano

Il Professor Hawking, e non c’era assolutamente motivo di dubitarne, non fa mai errori di ortografia, al limite ogni tanto compie qualche errore di battitura; sul sito della Swiftkey si legge “Abbiamo scoperto che la natura degli errori del Professor Hawking è fondamentalmente differente da quella degli errori compiuti dall’utente medio degli smartphone. Uno dei profili più comuni è quello dell’utente che digita testi e tweet in maniera veloce e disattenta”. Un’altra curiosità è che lo scienziato ha voluto che il sintetizzatore vocale che gli consente di “parlare”, fosse impostato con un accento nord-americano, e non con l’accento “british” che si usa in Inghilterra, dove Hawking vive.

Dare voce a chi non ce l’ha

Nei primi mesi del 2015, il software utilizzato da Hawking verrà messo sul mercato, ovviamente con la possibilità di personalizzarlo per i singoli utenti: sicuramente, un ottimo strumento per dare voce a chi ne è naturalmente sprovvisto e per far scrivere chi non può fare uso delle mani, purtroppo in casi come quello di Hawking le due condizioni coesistono. Lo scienziato britannico, che ha perso del tutto la capacità di parlare nel 1985 e anche nei trent’anni successivi ha continuato a svolgere la sua attività di scienziato arrivando a scoperte sensazionali, costituisce un esempio per molti disabili del linguaggio.

Pur parlando e scrivendo con il solo uso della guancia, Hawking negli ultimi anni ha continuato a dare importantissimi contributi alla teoria dei buchi neri
Pur parlando e scrivendo con il solo uso della guancia, Hawking negli ultimi anni ha continuato a dare importantissimi contributi alla teoria dei buchi neri

E’ da osservare, però, che il sistema ideato dalla Swiftkey può essere utile anche a chi non ha nessun problema fisico, o magari a chi ha problemi lievi. Se esso mette un disabile grave nelle condizioni di dattilografare a velocità normale, esso può consentire ad un normodotato, oppure ad un disabile lieve, di dattilografare a velocità molto elevata, aumentandone notevolmente la produttività.