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Superabile Inail, lavoratori in piazza in difesa del posto di lavoro (Vd)

"Mafioso io???" recita la lo slogan sulla maglietta indossata dalle lavoratrici ed i lavoratori dell cooperative del consorzio sociale coin che rischiano il licenziamento dopo la rescissione d aparte di Inail del contratto per il contact center SuperAbile

“Mafioso io???” recita la lo slogan sulla maglietta indossata dalle lavoratrici ed i lavoratori delle cooperative del consorzio sociale COIN che rischiano il licenziamento dopo la rescissione da parte di Inail del contratto per il contact center SuperAbile

Nulla di fatto dall’incontro in prefettura, i lavoratori continueranno a far sentire la propria voce con nuove azioni di lotta

Quello di oggi, per i soci lavoratori delle cooperative del consorzio sociale COIN impegnati in SuperAbilesi preannuncia solo come il primo passo di un lungo percorso di lotta in difesa della loro occupazione. Erano infatti un centinaio a manifestare questa mattina, a Roma, in piazza Santi Apostoli, per difendere il proprio posto di lavoro, a rischio da poco prima delle scorso natale dopo che l’Inail, in consegenza delle indagini su “Mafia Capitale“, ha rescisso il contratto del contact center per la disabilità. L’obiettivo era quello di essere ascoltati in prefettura, l’organo che ha emanato l’ordinanza interdittiva da cui è scaturito il drastico provvedimento dell’Istituto assicurativo. Hanno ottenuto che venisse ricevuta una delegazione sindacale, ma il capo di gabinetto del prefetto Giuseppe Pecoraro non ha dato risposte conclusive rimandando all’Inail la titolarità di qualsiasi decisione in merito alla prosecuzione dell’appalto, senza neppure ipotizzare, come auspicato, la possibilità di convocare un tavolo a Palazzo Valentini con il COIN e l’Istituto per trovare una soluzione che garantisca l’occupazione dei lavoratori, molti dei quali disabili. Le voci della protesta nel video di DVI99 per sociale.it.

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Sociale.it continuerà a seguire da vicino l’evoluzione della situazione e le prossime iniziative di lotta delle lavoratrici e dei lavoratori delle cooperative sociali del Consorzio COIN. La speranza è che giustizia e ragionevolezza abbiano la meglio su questi che possono essere considerati danni collaterali di “Mafia Capitale“, che coinvolgono persone del tutto estranee alle indagini ed imprese sociali che fanno parte di un consorzio di cooperative sociali a cui appartenevano anche quelle toccate dalle indagini ma che ad esse risultano del tutto estranee.