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Una nuova procedura per le start up sociali

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Redatta di recente dal ministero dello Sviluppo Economico

Con la Circolare 3677/C il ministero dello Sviluppo Economico ha introdotto una nuova procedura per l’identificazione delle start up sociali o innovative a vocazione sociale, ossia le imprese tecnologiche che, oltre a perseguire una finalità di profitto, portano vantaggio all’intera collettività.

I criteri identificativi sono gli stessi che il Decreto Crescita 2.0 attribuisce alle start up innovative (società di capitali, costituite anche in forma cooperativa, nuove o con meno di 4 anni, meno di 5 milioni di fatturato e una forte componente di innovazione tecnologica).

Ma l’impresa deve dimostrare di operare in uno dei settori individuati dall’art. 2, comma 1 del Decreto legislativo 155 del 2006 sull’ impresa sociale: assistenza sociale o sanitaria, inclusione sociale, istruzione e formazione, tutela dell’ambiente, turismo sociale.

I vantaggi delle start up sociali

Per ovviare alla minor redditività degli investimenti,  per questa tipologia vengono riconosciuti benefici fiscali più elevati rispetto a quelli già assegnati alle start up: per le persone fisiche prime la detrazione Irpef passa dal 19 al 25%, per le persone giuridiche la deduzione dell’imponibile Ires cresce dal 20 al 27%.

La procedura si articola in vari adempimenti, per assicurare massima rapidità e flessibilità nel riconoscimento dello status speciale e  per garantire il rispetto del requisito e della procedura.

Vi è un modello di autodichiarazione di rispetto dei requisiti necessari per godere del regime di start up innovativa in campo sociale.

L’autodichiarazione 

L’imprenditore si impegna poi a dimostrare tale caratteristica inviando alla Camera di commercio di riferimento un “Documento di descrizione di impatto sociale” in occasione della conferma annuale di possesso dei requisiti richiesti.

Questa procedura favorisce la verifica della sussistenza del requisito di utilità sociale,  accresce la certezza dell’investitore sul suo diritto all’agevolazione fiscale  e permette un maggior controllo sul fenomeno.

Realizzata grazie alla collaborazione con il MIUR e con alcuni attori dell’economia sociale, come Avanzi, Confcooperative Giovani, Generazioni Legacoop, Impact Hub Milano, Iris Network.

Per un maggior aiuto è stata redatta una Guida per startup innovative alla compilazione del Documento di descrizione di impatto sociale, con suggerimenti ed esempi utili ma non vincolanti.