Home » APPROFONDIMENTI » The Freemarket: dalla Danimarca il supermercato si fa social

The Freemarket: dalla Danimarca il supermercato si fa social

La spesa si fa social

La spesa si fa social

Recensire anche i prodotti da supermercato

Il primo supermercato “libero” (The Freemarket) ha aperto recentemente in Danimarca, a Copenaghen, e promette di inserire elementi di innovazione nel nostro modo di consumare. Il concetto che ha introdotto è noto come “Tryvertising” -non un nuovo termine nel mondo di chi fa e scrive di  tendenze e consumi. I clienti devono registrarsi online prima di andare al negozio e per potere fare shopping, con un limite di dieci articoli al mese. Devono poi provare i prodotti e lasciare una recensione, entro un determinato periodo di tempo, pena una sorta di “multa” e quindi l’impossibilità di continuare a usufruire del sistema. Del resto in un mondo dove su TripAdvisor si possono trovare oltre 200 milioni di recensioni e opinioni riguardanti circa due milioni di ristoranti e dove c’è un vasto oceano di food blogger pronti a lasciare una recensione su tutto, una piattaforma per le recensioni dei prodotti quotidiani da supermercato ancora mancava. E la convenienza c’è, eccome. Ma non è solo la solidarietà la motivazione che sta alla base di queste iniziative, che possono rivelarsi anche un utile strumento di pubblicità per le aziende. Nel quartiere Frederiksberg a Copenaghen la spesa si fa gratis, basta impegnarsi a pubblicizzare i prodotti scelti sui social network. Con lo slogan «Prova prima di comprare», il consumatore si deve registrare al sito del negozio pagando un canone mensile di circa 2,50 euro; deve poi impegnarsi a pubblicare su Facebook, Twitter o Instagram con una descrizione e un giudizio. Da parte loro, anche le aziende versano una quota a Freemarket e, naturalmente, forniscono i prodotti che vogliono pubblicizzare e far provare ai consumatori. Tra le prime aziende ad aver aderito all’iniziativa: Cloetta, Storck, Läkerol, San Pellegrino. E il business sembra funzionare: Freemarket ha raggiunto 10. 000 iscritti in poche settimane di attività.

Aperture anche in Italia; ecco come funziona

Bolzano, Modena, Bologna, dopo Copenhagen. Fare quindi la spesa gratis per solo desiderio di solidarietà, cultura del riuso, o per fini di marketing. La nuova tendenza vale per supermercati, bazar, mercatini «money-free» nei quali ottenere beni e servizi, senza spendere.  A  Bolzano c’è Passamano, dove si possono portare gli oggetti che non si usano più, ma che potrebbero servire ad altri. Chi ha bisogno, può prendere in questo fino a 5 oggetti a settimana, senza pagare niente, dai libri agli articoli sportivi, dai piccoli elettrodomestici ai giocattoli e i vestiti. A Bologna c’è un mercatino che coniuga promozione della cultura del riuso e beneficenza. Si chiama Re-Use for Good e ad aprirlo è stata l’associazione Re-Use with Love per fornire gratuitamente o a fronte di una donazione, (vestiti, accessori, scarpe,giochi, libri) a tutti i cittadini residenti italiani e stranieri che ne abbiano bisogno. Obiettivi: educazione al riuso, contrasto agli sprechi. A Modena c’è l’Emporio Portobello, un vero e proprio supermercato in cui chi è in difficoltà economica può fare la spesa gratis e pagare offrendo ore di volontariato che si trasformano in punti utili.