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Toghethera: l’app per nonni e bambini

 

Nonni e nipoti sul web con Toghethera

Nonni e nipoti sul web con Toghethera

E’ nata Toghethera, un’app dedicata a  nonni e bambini. Si tratta di un servizio di sharing privato, ideato appositamente per le famiglie, che consente di condividere foto, video e notizie con la tua famiglia. E’ in effetti un veroe proprio “private un-social network” cioè un social network che permette di condividere foto, riflessioni e commenti soltanto con amici più intimi, con i parenti e col partner. Toghetera è adatta anche alle persone più anziane e ai meno esperti di informatica grazie alla sua interfaccia user friendly. Si può rispondere ai post anche via mail e ricevere sempre via mail le notifiche. L’app da la possibilità di seguire le novità e gli avvenimenti dei propri cari offrendo la possibilità di restare uniti, nonostante la distanza . Gli sviluppatori hanno pensato anche ad offire la possibilità di sfogliare le foto del proprio parente amico, o partner come se fosse un album di famiglia. Dell’app se ne è parlato su importanti testate giornalistiche come il The Sunday Times, The Guardian, Techcrunch e nominata per un Europas Award nella categoria Startup a più Rapida Crescita. Il valore di questa nuova app è quello di consentire anche a chi usa poco la tecnologia di condividere i momenti più emozionanti con la famiglia. le caratteristiche di Togethera: riservatezza – la privacy è la regola, solo tu e le persone che scegli possono vedere le tue foto, video e novità; cronologia – accedere alle tue foto, i video e le conversazioni scorrendo tra la cronologia degli eventi; gruppi multipli – crea gruppi privati separati in modo da condividere i tuoi file solamente con le persone appropriate; accessibile da ogni dispositivo; nessuna pubblicità.

Anziani e web, una relazione in crescita

Una recente ricerca della Pew ha stabilito che negli Stati Uniti il 43% degli over 65 americani usa i social network. Nel 2006 era l’1%. E il grande boom è avvenuto negli ultimi quattro anni, quando la percentuale è triplicata. Cosa spinge una persona anziana a rapportarsi, cercare di imparare e comunicare attraverso le potenzialità che il web offre?  C’è la curiosità di tenersi aggiornato dalle notizie, dalla condivisione, dalle novità offerte dalla rete. C’è poi il bisogno di combattere la solitudine, la necessità di impiegare il tanto tempo a disposizione facendo qualcosa di costruttivo come ad esempio parlare con i propri amici su Facebook. Navigare su internet è anche un modo per dimostrare a se stessi e al mondo che si è ancora in grado di imparare, che la mente è ancora sveglia. Quindi se i  giovani ne fanno un utilizzo più veloce e intuitivo, gli anziani cercano di adeguarsi ai ritmi che impone il web, non senza difficoltà. Anche sul linguaggio utilizzato ci sono differenze tra giovani e anziani, anche se noto sempre più spesso da parte dei nostri pensionati l’uso di emoticon, smile e abbreviazioni.  Secondo la Associazione Italiana di Psicogeriatria i social network sono sempre di più popolati da anziani, da utenti non più giovanissimi. Spiega l’associazione sul proprio sito ufficiale: «L’Associazione Italiana di Psicogeriatria si occupa dei problemi psichici degli anziani come la depressione, l’ansia, le difficoltà di adattamento, i disturbi cognitivi. Uno degli obiettivi dell’Aip è offrire agli anziani la possibilità di invecchiare mantenendo attive le proprie capacità fisiche e mentali».  Uno studio condotto in due residenze sanitarie assistite italiane, in provincia di Cremona e di Brescia, ha dimostrato che collegarsi quotidianamente a Facebook per un’ora ha un effetto benefico sulla memoria. Sono oltre un milione e mezzo di “over 65″ presenti oggi su Facebook, ma ai fini delle valutazioni AIP il numero andrebbe esteso ulteriormente comprendendo tutti coloro i quali utilizzano Skype ed altri sistemi di comunicazione per rimanere vicini ad amici e parenti. «Negli ultimi anni il numero di anziani che si sono avvicinati al web è cresciuto dell’80%», spiega il presidente AIP. La crescita improvvisa della popolazione anziana sui social network è un elemento semplice da spiegare: soprattutto in Italia, dove l’alfabetizzazione digitale è ancora a bassi livelli rispetto alla media europea, le generazioni meno giovani hanno conosciuto e capito Facebook in ritardo, ma ora stanno arrivando sul network tutti insieme. In questa dinamica sono i nipoti ad insegnare ai nonni come usare un “mi piace” o un “condividi”, a spiegare cosa possa essere una “richiesta di parentela” o ad insegnare come impostare al meglio le opzioni per la privacy. E questo fa presagire un grande successo per app “familiari” come Toghethera.