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Progetto sulle malattie croniche, una idea della Fimmg

Progetto della fimmg sulle malattie croniche

Progetto della fimmg sulle malattie croniche

Cure a chilometro zero

Un progetto sulle malattie croniche lanciato dalla Fimmg. Nasce il e col progetto InNov@FIMMG  le cure a “chilometro zero” si potrà risparmiare fino a 3 mld di euro l’anno. Da settembre 2015 in alcune regioni italiane,  Toscana, Marche, Umbria e Puglia, 100 medici di famiglia saranno formati per avviare le prime Unità di Medicina Generale, che potranno erogare esami di primo livello per la diagnosi, il monitoraggio e la gestione delle malattie croniche.

Quali le diagnosi disponibili

Le diagnosi disponibili sono la spirometria, elettrocardiogramma, misurazione della glicemia, monitoraggio pressorio e altro ancora Questi esami presto potranno essere eseguiti a ‘chilometro zero’ nello studio del medico di famiglia per gestire le malattie croniche più comuni che oggi riguardano oltre un italiano su tre.
E’ stato stimato un possibile risparmio in circa 3 mld di euro ogni anno per l’intero Sistema sanitario nazionale. Una sfida per i medici di famiglia che puntano a dare l’avvio all’era della medicina di prossimità: offrire ai pazienti le migliori cure a pochi passi da casa nell’ambulatorio del proprio medico di famiglia. Ne parla approfonditamente Quotidiano Sanità. Una proposta professionale che darebbe vita a nuovo modulo organizzativo dotato di personale appositamente formato e di tecnologia diagnostica di primo livello, nell’ottica di una medicina di prossimità che va incontro al paziente prima che le patologie si aggravino o insorgano, con interventi tempestivi e adeguati.

Le fasi del progetto e i primi interventi

La prima fase sarà formativa, partirà da settembre in 4 Regioni e durerà un anno.  L’obiettivo  è  un approccio primario alla cura, con una presa in carico complessiva. La Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) è la prima patologia su cui si punterà l’attenzione: i costi di gestione si aggirano attorno a 1,8 miliardi di euro l’anno, ma potrebbero essere abbattuti di circa il 50% investendo su prevenzione, diagnosi e trattamento precoce: l’80% dei casi potrebbe essere gestito dal medico di famiglia avvalendosi dello specialista solo per i casi più complessi. E’ vero, dice Giacomo Milillo, segretario nazionale Fimmg, “i singoli colleghi dovranno sviluppare specifiche competenze, senza però diventare mini specialisti”. In sintesi il progetto intende raggiungere due obiettivi: l’appropriatezza (ovvero il grado di utilità di una pratica diagnostico-terapeutica, ma anche di un luogo di cura) e l’aderenza (il grado di adesione a quella pratica, da parte della persona. Definisce quindi la misura in cui il paziente segue le indicazioni fornite).  La medicina a chilometro zero consentirebbe di eseguire esami diagnostici di primo livello i gradi di monitorare alcuni indici per eseguire una prima valutazione di gravità (stadiazione) delle principali condizioni di patologia oltre a: Basso Costo, Semplicità di esecuzione, Rapidità di esecuzione, Ripetibilità, Criteri interpretativi non complessità.