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In arrivo la tecnologia per il riconoscimento facciale

Facebook  Moments, il nuovo servizio di riconoscimento facciale può essere un problema per la privacy?

Facebook Moments, il nuovo servizio di riconoscimento facciale può essere un problema per la privacy?

App per riconoscere i volti: e la privacy?

In arrivo una nuova tecnologia per il riconoscimento facciale: un uso della tecnologia che causa qualche preoccupazione sulla privacy. Forse il riconoscimento dei nostri visi o quelli dei nostri amici, da parte dell’algoritmo di una ipotetica azienda che guadagna sulle pubblicità, non è una cosa tanto sbagliata. O almeno è questo il pensiero che, secondo Google e Facebook, sta cominciando a diffondersi fra la popolazione che usa i social. La tecnologia per il riconoscimento facciale è stata  oggetto di polemiche sulla privacy da parte dei governi, dei media e del pubblico in generale. Oggi, però, Facebook ha presentato Moments, una nuova app per la condivisione delle fotografie basata proprio su questa tecnologia.

Anche Google è già pronto

Il mese scorso, Google ha messo i propri algoritmi per il riconoscimento facciale al centro del suo nuovo servizio Google Photos. Sono due i servizi google che nascono dagli ultimi sviluppi nella tecnologia per il riconoscimento facciale, migliorata sensibilmente grazie a un approccio all’apprendimento automatico conosciuto come “apprendimento approfondito”.
La tecnologia per il riconoscimento facciale è migliorata sensibilmente grazie all’apprendimento approfondito. Entrambi i servizi sarebbero potuti entrare in funzione già nei prossimi mesi. Sia Facebook che Google avevano pensato che i rispettivi sistemi per il riconoscimento facciale fossero abbastanza buoni da poter essere introdotti nei loro prodotti prima ancora che l’apprendimento approfondito avesse maturato il suo sviluppo. I servizi guardano ai comuni problemi che le persone hanno difficoltà a risolvere quando gestiscono le proprie foto.

Facebook crea “Moments”

Moments di Facebook utilizza il riconoscimento facciale per raggruppare foto scattate da amici nella stessa occasione  e per permetterci di vederle tutte, senza dover chiedere a ognuno di loro di inviarvele. Google Photos crea un album fotografico virtuale dedicato a ciascuna delle persone che avete fotografato più spesso, fornendo un nuovo sistema per sfogliare i nostri scatti. Magari Google e Facebook hanno deciso che le persone sono abbastanza a loro agio nei confronti del riconoscimento facciale da permettere loro di entrare un po’ di più nella loro vita. Tanto ormai la tutela della privacy sembra un discorso superato dato che sono gli stessi utenti ad abdicare ad essa in cambio dell’utilizzo di tutti i tipi di app. Per adesso Moments è disponibile solamente negli Stati Uniti, con la promessa di raggiungere presto altri Paesi.
Le reazioni suscitate dall’app Moments di Facebook offriranno qualche dettaglio in più. Le funzioni di Facebook per il riconoscimento facciale hanno scatenato diffuse lamentele in altre occasioni. Oggi Facebook non utilizza la tecnologia sugli utenti all’interno dell’Unione Europea, dopo aver promesso nel 2012 che avrebbe spento la funzione e rimosso i dati utilizzati per riconoscere i volti delle persone. Per adesso Moments è disponibile solamente negli Stati Uniti, con la promessa di raggiungere presto altri Paesi non meglio identificati. Niente di tutto ciò implica che il riconoscimento facciale sia improvvisamente diventato qualcosa cui le persone danno il benvenuto a braccia aperte. Un sondaggio condotto lo scorso anno da Pew Internet ha scoperto che l’ottanta percento delle persone che frequentano siti di social network sono “preoccupate per l’accesso alle informazioni che condividono su questi siti da parte di terze parti quali inserzionisti e imprese”.