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Editoriale

Maurizio Marotta, coordinatore dell'Osservatorio per il Non Profit della CCIAA di Roma e presidente della Cooperativa Sociale ed Integrata Capodarco

Maurizio Marotta, presidente del Consorzio Sociale Gruppo Darco e della Cooperativa Sociale ed Integrata Capodarco

Cari Soci,

La ripresa dopo il mese di agosto, da sempre classico periodo di ferie, ci proietta subito nell’arena del nostro lavoro quotidiano, alle prese con nuovi problemi ed ostacoli da affrontare. Già ad agosto, in particolare, la nostra cooperativa e le altre imprese concorrenti alla gara del CUP si sono dovute confrontare con le contraddizioni del nuovo bando per la gara centralizzata dei CUP delle Aziende Sanitarie ed Ospedaliere della Regione Lazio, che scadrà il prossimo 21 settembre. Dal nostro punto di vista ci troviamo, infatti, ad affrontare questa competizione in condizioni di sfavore per vari motivi.

In primis, chiariamo subito che è profondamente ingiusta e sleale una competizione tra imprese che penalizza in partenza le ditte che devono confermarsi rispetto a quelle che concorrono ex novo e non hanno vincoli precedenti in materia di rapporti di lavoro.

Infatti, le ditte che dovessero vincere e subentrare nell’appalto non hanno alcun obbligo – fatta eccezione per le persone con disabilità – a riassumere il personale attualmente impiegato garantendo continuità di trattamenti economici e retributivi. Questo in spregio al fatto che ognuna delle nostre lavoratrici ed ognuno dei nostri lavoratori abbiano, giorno dopo giorno, costruito e conquistato una loro specifica identità professionale fatta di orari di lavoro, qualifiche ed anzianità contrattuali ed indennità economiche legate alla mansione svolta. Il tutto, rara avis al giorno d’oggi, con un inquadramento contrattuale a tempo indeterminato.

Se, però, il grosso del valore dell’appalto, circa il 95%, è espresso fondamentalmente dal costo del lavoro del personale che vi opera, è evidente che chi può praticare un costo del lavoro significativamente più basso ha già vinto in partenza.

Immaginate, quindi, rispetto a noi, di quanto vantaggio goda nel formulare un offerta competitiva una nuova ditta che non deve ottemperare a questi vincoli contrattuali, se non in minima parte per gli operatori disabili che costituiscono solo una limitata frazione degli organici attuali. Vincoli che noi, invece, non solo abbiamo il dovere di rispettare, ma che ci sentiamo moralmente vincolati ad onorare. Come se non bastasse questo vantaggio, poi, le ditte che partecipano ex novo alla gara possono avvalersi degli sgravi contributivi previsti dal Jobs Act, che abbattono il costo del lavoro – per 3 anni e per un ammontare pari a circa il 30% dell’importo complessivo – per ogni lavoratore nuovo assunto e del fatto che le offerte economiche più basse sono premiate, senza alcun criterio di proporzionalità, con punti aggiuntivi.

Di fronte a condizioni come queste ognuno di voi può facilmente comprendere con quali enormi difficoltà ci troviamo ad affrontare questa gara che, oltretutto, senza l’annullamento intervenuto a dicembre 2014 per i fatti di “Mafia Capitale”, ci saremmo già aggiudicati.

Francamente, riflettendo su questo bando di gara, l’impressione che se ne ricava è che qualcuno, in Regione e all’ANAC – l’Autorità Nazionale Anti Corruzione che ha assistito i tecnici della Pisana nel redigere il nuovo bando dopo l’annullamento del precedente per turbativa d’asta – abbia probabilmente smarrito la ragione ed ignorato ogni principio di giustizia e di equità nella falsa, cinica ed ipocrita convinzione che solo da un ipotetico risparmio possa derivare un beneficio per l’amministrazione pubblica. Sfasciare delle ditte sane che competono da anni sul mercato e rappresentano un patrimonio di competenze, conoscenza e competenza, mandare a casa lavoratori che operano da tanti anni con impegno e sacrifici, provocare il caos organizzativo nel Servizio Sanitario Regionale, ci sembrano davvero conseguenze irragionevoli di un gesto folle perpetrato a danno della collettività, compiuto, evidentemente, per lanciare un vuoto ed insignificante segnale di discontinuità col passato, nel tentativo di rifarsi un look di rigore e trasparenza amministrativa.

Condividiamo le preoccupazioni dei sindacati e del neonato Comitato Lavoratori CUP Lazio, che hanno lanciato una campagna di protesta per chiedere l’annullamento del Bando di Gara e la sua revisione con l’inserimento di regole chiare contro il massimo ribasso e di clausole sociali a tutela dei diritti dei lavoratori, allo scopo neutralizzare, preventivamente, gli effetti potenzialmente nefasti per lavoratori in caso di subentro, in assenza di tutele trasparenti e certe, di nuove ditte nei rapporti di lavoro attualmente in essere.

Già venerdì 4 settembre, presso la sede della Regione Lazio in p.zza Oderico da Pordenone, dalle ore 10 alle 14.00 è stata indetta dai Sindacati un’assemblea dei lavoratori delle imprese esterne dei CUP, cui ha aderito anche il Comitato Lavoratori Cup Lazio. Mentre, a partire dall’8 settembre, è stato indetto uno sciopero ad oltranza di tutti lavoratori delle sedi CUP.

Per consentire una corretta e tempestiva informazione al cittadino sulle conseguenze della mobilitazione dei lavoratori dei Cup sui servizi che offriamo, abbiamo provveduto a comunicare con largo anticipo alle ASL e alle Aziende Ospedaliere nelle quali operiamo che, in coincidenza con le date e gli orari delle azioni di lotta programmate dai lavoratori, potranno verificarsi disagi per gli utenti che, per usufruire delle prestazioni ambulatoriali, dovessero aver bisogno di accedere ai servizi di sportello, quali prenotazione, accettazione, pagamento del ticket e ritiro referti.

Pur con il naturale rammarico per gli inevitabili disagi che comporterà ai cittadini l’interruzione dei servizi di Cup che le imprese esterne offrono, comprendiamo e condividiamo le ragioni delle lavoratrici e dei lavoratori in lotta per la difesa dei loro diritti, del salario e del proprio futuro, contro un bando di gara iniquo e socialmente pericoloso e, nel rispetto dei reciproci ruoli, esprimiamo loro la nostra solidarietà ed il nostro sostegno morale.