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Reinventare il lavoro con la tecnologia

(Internet)

Tecnologia e lavoro

I nuovi sistemi portano una trasformazione anche nei servizi

Attualmente, la tecnologia sta trasformando radicalmente il mercato del lavoro nei diversi settori.

Le macchine stanno migliorando l’efficienza produttiva anche nelle aziende dei servizi, il che porta alla scomparsa di determinati posti di lavoro, nella prospettiva di crearne dei nuovi nelle aree più tecnologicamente sviluppate.

Ma gli sviluppi nell’automazione trasformano alcuni mestieri più di altri, come viene sostenuto nella teoria della “polarizzazione dell’occupazione”, elaborata anche al MIT di Boston.

I nuovi lavori

I lavoratori che svolgono compiti di routine, come l’analisi dei dati e l’erogazione costante di servizi, vengono sostituiti  più facilmente dai nuovi software dedicati.

Non dovrebbero invece correre rischi coloro che svolgono professioni più creative, che non possono essere rimpiazzati ed anzi possono beneficiare di una maggiore produttività.

L’automazione nel settore dei servizi crea posti di lavoro alla base della scala salariale ed aumenta la redditività di quelli posti al vertice, mentre la parte intermedia rischia di essere svuotata.

Questo fenomeno sta andando avanti da tempo negli Stati Uniti, ed ora si sta verificando anche in Europa, con ripercussioni nel mercato del lavoro e nella società.

Le nuove piattaforme tecniche

Vi sono piattaforme digitali, come Uber che facilitano gli scambi tra i clienti e i fornitori individuali di servizi e stanno ridefinendo l’interazione tra consumatori, lavoratori e datori di lavoro.

A differenza di quanto accade in un’azienda, il rapporto di lavoro non fa affidamento su un tradizionale contratto di lavoro, in quanto il software aziendale funge da mediatore tra il servizio ed il cliente.

Invece di essere regolato da un contratto, il valore del lavoro è soggetto alle medesime forze di mercato che affliggono qualsiasi altro bene economico, dato che i servizi variano di prezzo in rapporto all’offerta e alla domanda.

Da qui si dà peso al capitale umano: piuttosto che nelle grandi aziende, i giovani preferiscono lavorare in una start-up o in settori creativi, sfruttando al massimo le loro conoscenze per la massimizzazione del reddito.

E tutto questo sarà presto una realtà anche nel campo dei servizi e del welfare in generale:  si dovrà ripensare le prassi ed i benefici previsti dai contratti tradizionali di lavoro, per creare dei nuovi sistemi più flessibili e diretti, che mettano la tecnologia a vantaggio dei lavoratori e della collettività.