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Le bugie della Regione

(Internet)

La Regione Lazio fornisce un quadro non corretto della realtà dei fatti in merito alla gara centralizzata per i Cup della Asl e delle Ao del SSR

Maurizio Marotta interviene sulle molte notizie non vere contenute nella nota della Regione Lazio data alla stampa a margine dell’incontro tra i rappresentanti della Cabina di regia della sanità della Pisana ed sindacati svoltosi durante la mobilitazione dei lavoratori dei Cup dello scorso venerdì 4 settembre

La scorsa settimana è trascorsa all’insegna della mobilitazione avviata dalle Organizzazioni Sindacali e dal Comitato dei Lavoratori del Cup del Lazio. Una protesta che ha visto nella giornata di venerdì una folta e nutrita rappresentanza dei lavoratori di tutte le ditte esterne dei servizi CUP assediare il palazzo della Regione. Le risposte fornite ai sindacati dalla delegazione Regionale, in cui erano presenti il segretario generale della Regione Andrea Tardiola e l’assessore regionale al Lavoro Lucia Valente, hanno invece tradito gli intendimenti di questa Amministrazione di dismettere una parte consistente dei servizi CUP non fornendo alcuna rassicurazione circa le preoccupazioni espresse sul riassorbimento dei lavoratori dalle future ditte aggiudicatarie.

Un momento della manifestazione dei lavoratori dei cup del Lazio del 4 settembre sotto la regione

Un momento della manifestazione dei lavoratori dei cup del Lazio del 4 settembre sotto la regione

A ciò si sono aggiunte dichiarazioni degli Uffici Regionali, diffuse con una nota a mezzo stampa, che, per difendere l’operato dell’Amministrazione Regionale, hanno stravolto completamente la verità dei fatti e alla quale sentiamo il dovere di controbattere e precisare:

La Regione afferma che le gare per il servizio CUP non si fanno da oltre 10 anni e che dunque la gara varata sana una irregolarità, lasciando intendere che essa abbia rappresentato un indebito vantaggio per le ditte che nel frattempo hanno proseguito nel servizio.

Si tratta di una falsità colossale in quanto, come tutti saprete, abbiamo sostenuto gare in continuo nelle varie Asl e Ospedali negli ultimi 3 anni: Frosinone, Roma H, Rieti, IFO, PTV, Roma B, Roma E, Roma D, Spallanzani, Viterbo. È vero, invece, che la Regione ha deciso dal 2011 di centralizzare a livello regionale le gare effettuate da ciascuna azienda e che nel 2014 ha indetto per la prima volta la gara regionale che poi è stata annullata perché si è scoperto essere stata inquinata dagli interessi di Mafia Capitale. La turbativa condotta da Mafia Capitale, secondo quanto emerge dalle indagini della magistratura, sembrerebbe essere stata favorita da funzionari dell’Amministrazione Regionale coinvolti nella formazione e nel funzionamento della commissione di gara che avrebbero fatto in modo di attribuire un lotto ad uno specifico raggruppamento d’imprese, alcune delle quali coinvolte appunto nell’inchiesta Mafia Capitale. Non è quindi colpa delle imprese che gestiscono attualmente i servizi se la gara non è stata condotta in porto e del conseguente ritardo nel processo di centralizzazione dei servizi, ma della Regione che non ha evidentemente vigilato a sufficienza sulla conduzione della gara precedente.

La regione afferma che le innovazioni tecnologiche introdotte giustificano una riduzione del personale.

In realtà, allo stato attuale non è stata sinora attuata alcuna innovazione tecnologica da parte della Regione, delle ASL e degli Ospedali e né ci risulta che ne sia a breve prevista l’attuazione. Tantomeno il capitolato di gara che ci riguarda ci chiede di fornire proposte e soluzioni in tal senso. L’oggetto di gara è costituito semplicemente dalla fornitura di un numero di ore preordinate di lavoro di operatori per copertura degli sportelli durante gli orari di apertura al pubblico dei servizi CUP e non è previsto nessun punteggio supplementare per l’eventuale offerta aggiuntiva di soluzioni tecnologiche destinate ad automatizzare i processi (sportelli automatizzati, casse automatiche, ecc.). Da ciò si deduce che il taglio delle ore, pari circa al 17%, rispetto alla precedente gara annullata del 2014, si rivela essere solo e semplicemente un taglio netto dei servizi a danno dei cittadini-utenti per i riflessi sulle code e le attese a seguito della riduzione del numero degli sportelli e degli orari di apertura degli stessi .

Evidenziamo, infine, che nel progetto di accorpamento delle ASL, annunciato dal Governatore del Lazio Nicola Zingaretti proprio domenica scorsa, sono coinvolti Cup di Asl e Aziende ospedaliere attualmente distribuite in lotti differenti tra i 4 di cui si compone la gara d’appalto. Come nel caso del CUP dell’Asl Roma B, che si trova nel 1° lotto e del CUP dell’Asl Roma C che si trova nel 2° lotto, e che secondo il progetto della Regione dovranno essere fusi tra loro. In questo senso, come si pensa di evitare il paradosso che, all’indomani della gara, con ditte aggiudicatarie diverse per i lotti 1 e 2, vi possano essere lavoratori dello stesso servizio per la stessa Asl o Azienda ospedaliera con trattamenti contrattuali e retributivi differenti?