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Il modello Umbria per l’ integrazione

(Internet)

Fattoria La Semente a Spello

Presentati ad Expo 2015 due esperienze innovative nella regione

Il modello Umbria sembra conquistare Expo 2015, almeno come esempio di integrazione innovativa.

Il 12 settembre scorso Cascina Triulza, padiglione della Società civile, ospita il convegno “La presa in carico della persona con disturbo dello spettro autistico: il modello umbro”, su iniziativa di Angsa Umbria onlus.

E a questo proposito si parla dell’ inserimento lavorativo presso la Cooperativa “La semente”, dove dodici giovani adulti con autismo sono impegnati in lavori agricoli.

“La semente” per l’agricoltura sociale

Il progetto ha preso vita nel 2011 a Limiti di Spello presso il centro diurno semiresidenziale gestito da Angsa Umbria onlus, che ha preso accordi con la fattoria sociale nata l’anno scorso.

Fino alla creazione, nel 2013, del distretto rurale di economia solidale, in collaborazione con la Facoltà di Agraria dell’università degli studi di Perugia, Angsa Umbria, Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria, Aiab Umbria, e diverse aziende nel settore.

Alla fattoria Semente i ragazzi producono verdure, miele, uova e vino biologici, ma lavorano anche nel’ agriturismo dove fanno ricezione e ristorazione e nella fattoria didattica.

Alla facoltà di Agraria è stata presentata la prima indagine sugli aspetti riabilitativi del progetto, da cui emerge che i ragazzi sono più sereni e migliorano nei comportamenti e nelle patologie.

Ed anche l’impatto commerciale è buono, i consumatori sono sensibili al progetto ed alla integrazione dei giovani.

Il Giardino Sensoriale

E A Cascina Triulza fino al 6 settembre è rimasto in mostra il Giardino sensoriale per malati di Alzheimer della Fondazione Fontenuovo di Perugia.

Un giardino terapeutico e al tempo stesso spazio di integrazione sociale e culturale tra generazioni, che rappresenta un modello innovativo di intervento.

La struttura attraverso luci, colori, aromi suoni e immagini cerca di ridurre i disturbi del comportamento, in un percorso di riabilitazione sensoriale e recupero psicofisico.

L’obiettivo principale è quello di stimolare la percezione spazio-temporale nei soggetti affetti da questa patologia con l’intento di rallentare l’aggressività della malattia e la sua progressione, riducendo la somministrazione di farmaci.