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Sta arrivando il Tera-Wifi

Le due piastre di un’antenna di tipo leaky wave, in grado di separare – un po’ come fa un prisma con la luce – le frequenze fino al terahertz. Credits: Mittleman Lab / Brown University

Le due piastre di un’antenna di tipo leaky wave, in grado di separare – un po’ come fa un prisma con la luce – le frequenze fino al terahertz. Credits: Mittleman Lab / Brown University

Reti WiFi cento volte più veloci.

Un gruppo di ricercatori della Brown University, guidato da Daniel Mittleman,  ha pubblicato sulla rivista  Nature Photonic la creazione dei primi dispositivi capaci di smistare i dati trasmessi con una nuova tecnologia wifi  che si baserebbe sulla diffusione di onde a frequenze più elevate fino ad arrivare ai Terahertz.

Il Tera-Wifi, il sistema di comunicazione wireless cento volte più veloce rispetto al wifi classico basato sulle micronde.

Per intenderci, tipicamente fino ad oggi le frequenze che abbiamo utilizzato comunemente nelle nostre case, uffici etc. si sono aggirate tra i  2.4 GHz (per i router 802.11g) e 5.0 GHz (per i router  802.11ac) in grado di trasportare i nostri dati a decine di Mb/s.

Il Tera-Wifi è  una tecnologia futuristica  che può spingersi  ben oltre le decine di GHz, arrivando a frequenze nell’ordine appunto del terahertz (THz). Vale a dire, in quella regione dello spettro elettromagnetico in cui le microonde, scendendo al di sotto del millimetro, cominciano a scivolare verso il lontano infrarosso.

Ciò di cui si sono occupati i ricercatori della Brown è stata proprio la creazione dei dispositivi fisici necessari alla diffusione di questa tecnologia. Daniel Mittleman ha guidato la creazione di un dispositivo multiplexer, che permette di trasportare il segnale su migliaia di telefoni sfruttando una singola fibra ottica.

Bisogna dire che al momento questo dispositivo non è nemmeno un prototipo ma serve solo  a dimostrare che si può fare.

“Siamo per ora alla prima generazione, un “dimostratore” – ha spiegato Nicholas Karl, uno degli autori della ricerca in sede di presentazione alla stampa – e ci sono ancora molte cose che possiamo migliorare e continueremo a studiare per farlo”.

Il successo dei ricercatori USA dimostra comunque la possibilità di sviluppo anche pratico di questo tipo di tecnologie che nel futuro potrebbero rivoluzionare completamente il settore.