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Roma Social Pride

Tra tagli, ritardi nei pagamenti, mafia capitale e crisi politica del Campidoglio il sociale romano è ormai alla canna del gas

Tra tagli, ritardi nei pagamenti, mafia capitale e crisi politica del Campidoglio il sociale romano è ormai alla canna del gas

Contro Mafia Capitale la riscossa dell’orgoglio del sociale romano

Nel variegato panorama del sociale della Capitale non siamo solo noi a soffrire, ma la riscossa non può che partire dall’orgoglio di essere impresa sociale. Ed è con questo spirito che è nato da qualche mese il Roma Social Pride che proprio ieri ha convocato un assemblea dal titolo significativo Rigeneriamo Roma, rigeneriamo il welfare. Abbiamo già accennato, del resto, proprio nello scorso numero, delle preoccupazioni dell’assessore agli Affari sociali del Comune di Roma, Francesca Danese, per l’interruzione, per via delle inchieste su Mafia Capitale, di tanti servizi sociali affidati a realtà del terzo settore e delle difficoltà economiche che questo ha comportato per loro, che si aggiungono ai tagli al welfare per il rientro del bilancio e gli annosi ritardi nei pagamenti del Campidoglio. Prospettive che sono state rese ancor più precarie, per lavoratori del sociale, che ormai non ricevono stipendi da mesi, e cittadini utenti dei servizi, con le dimissioni della giunta Marino che di fatto bloccherà almeno fino a giugno l’amministrazione comunale e, di conseguenza, la piena erogazione di servizi sociali. Ma mal comune non è mezzo gaudio, solo uniti, infatti, si vince. Proprio con lo scopo di difendere e restituire dignità al lavoro sociale che è nato il “Roma Social Pride”, che riunisce numerose coop e realtà del sociale della capitale, al quale ci apprestiamo ad aderire come consorzio ed imprese sociali ed i cui sforzi, come lavoratori del sociale, vi invitiamo a sostenere con determinazione fin da adesso. Se vogliamo restituire al sociale vero, quello buono, l’autorevolezza e la reputazione che gli sono stati sottratti dalla voyeuristica attenzione mediatica scaturita dalle inchieste giudiziarie, talvolta tutt’altro che disinteressata e terza, è infatti essenziale tornare ad essere protagonisti delle politiche e della comunicazione del sociale.