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Continua il trend positivo della cooperazione

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Rapporto Euricse sulla cooperazione in Italia

Produzione ed occupazione in crescita dal Rapporto dell’ Euricse

La cooperazione tiene anche durante la crisi economica, aumentando il fatturato e tenendo stabile l’ occupazione.

Questa tendenza viene evidenziata nel Rapporto “Economia cooperativa. Rilevanza, evoluzione e nuove frontiere della cooperazione italiana”, realizzato da Euricse in collaborazione con Alleanza delle Cooperative Italiane.

Nonostante la crisi, tra il 2008 e il 2013 l’economia cooperativa ha messo a segno una crescita del 14%, con un valore della produzione che ha superato i 108 miliardi, includendo anche i consorzi, pari al l’8,5% del Pil italiano.

E in un contesto generale negativo le cooperative hanno continuato ad assumere, dando lavoro ad un milione circa di persone e creando nuovi posti di lavoro stabili, oltre il 70% a tempo indeterminato.

Una crescita anti congiunturale

Secondo il rapporto, in Italia le cooperative nel loro insieme hanno contribuito in modo molto significativo alla formazione del prodotto interno lordo e all’occupazione, con una dinamica anticongiunturale rispetto alle altre forme di impresa.

Ciò nonostante, nel 2013 la pressione fiscale è stata superiore per le cooperative rispetto alle società per azioni, soprattutto a seguito del maggior peso degli oneri sociali e delle imposte sui redditi da lavoro.

Ma la reazione alla crisi non è stata la stessa in tutti i settori cooperativi ed alcuni di essi mostrano segnali di difficoltà. Per molti la crisi ha determinato un netta e generalizzata contrazione del risultato di esercizio e inciso negativamente su patrimonializzazione e propensione all’investimento.

Tra queste anche le 11.264 cooperative sociali, che pur registrando una crescita dell’88,5 per cento in 10 anni, hanno evidenziato diverse difficoltà degli ultimi anni.

Le nuove cooperative

Ma la vera portata innovativa nelle nuove forme cooperative sorte negli ultimi anni in Italia, caratterizzate da un orientamento sociale più marcato di quelle tradizionali.

Le workers buyout, ossia le imprese recuperate in forma cooperativa dai lavoratori, almeno in Italia 252 casi, di cui gran parte concentrate nel settore manifatturiero che hanno potenziato l’attività e aumentato l’occupazione.

Le cooperative di comunità, sulle quali non si hanno dati rilevanti, ma le cui potenzialità risultano interessanti come contributo alla riflessione in corso nel movimento.

Le cooperative che gestiscono beni confiscati alla criminalità organizzata, 448 di cui 123 cooperative sociali, che hanno registrato nel 2013 un valore della produzione complessivo superiore ai 130 milioni di euro e più di 4.200 occupati totali.

La cooperazione conferma in questi anni l’apporto dato all’economia del Paese in una fase di grande difficoltà, ma deve combattere contro la crisi, alcune scelte politiche e le realtà che vanno oltre la legalità, da qui la raccolta delle firme contro le false cooperative.