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Gruppo Darco, sviluppi nell'IT

di Corrado Andreola

La schermata iniziale di E. R. Map

La schermata iniziale di E. R. Map, un’App per Android e iOS realizzata dall’IT del Consorzio Sociale Gruppo Darco

Corrado Andreola, responsabile IT del Consorzio Sociale Gruppo Darco, ci aggiorna su le attività dell’area che gestisce

Il Consorzio Sociale Gruppo Darco da sempre ha fatto dell’innovazione tecnologica uno dei suoi cavalli di battaglia principali. Lo stessa diffusione capillare del sistema RECUP nella Regione Lazio è stata in gran parte permessa dalle capacità tecnologiche messe in campo dalla nostra cooperativa sociale.

Forse non tutti sono a conoscenza che servizi come Recall non sarebbero mai venuti alla luce se la Capodarco non avesse messo a disposizione della Regione Lazio la potenza elaborativa  dei suoi server.

Negli anni siamo stati protagonisti di rivoluzioni tecnologiche che hanno inciso fortemente nella vita dei cittadini del Lazio e anche di altre Regioni. Si pensi al sistema QPASS che la nostra cooperativa sociale ha sviluppato per prima e che adesso è imitato da molti sistemi eliminacode di altre ditte.

Il nostro Centro di Elaborazione Dati è cresciuto in dimensioni come sono cresciuti i servizi che la Capodarco metteva in campo per i cittadini. Da pochi metri quadrati situati al nono piano di via Ostiense, siamo arrivati ad occupare oltre 200 mq della sede di Pomezia.

All’aumentare del numero dei servizi (e di conseguenza dei server impiegati per la loro erogazione) sono cresciute di pari passo le nostre esigenze di energia elettrica, passando da poco più di 30 kW impegnati nella sede di Ostiense agli oltre 100 kW attualmente impegnati nel CED di Pomezia.

Il mantenimento del nostro primato tecnologico ci ha consentito di ottenere in tutte le gare punteggi tecnici molto elevati ed in molti casi molto superiori alle concorrenti. Non nascondo il fatto che anche le nostre eccellenze in questi tempi bui di gare al massimo ribasso non sono state sufficienti a consentire di riconfermare la nostra presenza in commesse dove storicamente siamo sempre stati presenti (come la RME), tuttavia ci hanno consentito in molti  i casi di posizionarci di poco sotto la ditta aggiudicataria.

Mantenere punteggi tecnici elevati per stare al passo con le nostre concorrenti ci impegna notevolmente sia da un punto di vista gestionale che da un punto di vista di ricerca. I nostri sistemi devono necessariamente essere rinnovati periodicamente in quanto la tecnologia invecchia rapidamente. Mediamente le capacità di calcolo dei nuovi server raddoppia ogni anno: quindi un server acquistato 3 anni fa può essere fino ad 8 volte meno potente di uno in vendita in questi giorni (legge di Moore).

Conoscendo bene questa realtà i  costruttori dei server smettono di costruire pezzi di ricambio per le macchine più vecchie di cinque anni e la manutenzione di macchine obsolete diviene così difficile da costringere le società come la nostra ad acquisirne sempre di nuove.

Ma se è vero che il continuo rinnovo tecnologico ci vincola a cambiare i server molto spesso, è vero anche che il raddoppio delle capacità di calcolo ogni 12 mesi ci consente di concentrare i servizi erogati in meno macchine poiché l’evoluzione dei software in esercizio è in generale più lenta.

Proprio per questo motivo già dal mese di Agosto 2014 è partita una collaborazione insieme ad Engineering volta a produrre un piano di ottimizzazione delle nostre risorse tecnologiche finalizzato allo svecchiamento dei nostri sistemi ed ad una ottimizzazione dei costi.

Insieme con gli esperti di Engineering abbiamo iniziato un progetto di assessment del CED di Pomezia che ci ha consentito di eliminare tutti i vecchi server sfruttando le nuove tecnologie di virtualizzazione. L’investimento globale di circa 500.000 euro oltre alla sostituzione di tutti gli apparati di comunicazione del CED (centro stella) e dello storage,  ci ha consentito anche di concentrare 50 server fisici in un’unica macchina HP di ultima generazione studiata appositamente per ambienti di virtualizzazione. In questo modo abbiamo ridotto di otto volte lo spazio fisico occupato dagli apparati riducendo altresì anche i consumi energetici. Il progetto, ancora in corso d’opera, terminerà il 31 Dicembre di quest’anno.