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Lazio, gli evasori del ticket sanitario

 

La Regione Lazio stana i ticket falsi

La Regione Lazio stana i ticket falsi

I furbetti delle false esenzioni.

Nel Lazio gli evasori del ticket sanitario sono davvero molti. Nella Regione uno su quattro, tra il 2009 e il 2010, ha dichiarato il falso godendo dell’esenzione per le prestazioni sanitarie ricevute senza averne diritto e ora la Regione chiede indietro i soldi. Moltissimi gli avvisi 235.000 per l’appunto su un milione di pratiche controllate, che sta arrivando in queste ore ad altrettanti utenti del sistema sanitario nazionale di Roma e delle altre quattro province che ora dovranno dimostrare di essere nella ragione o regolare in fretta la loro posizione per scongiurare l’attivazione della procedura del recupero crediti coatto. Ovvero l’entrata in campo di Equitalia. Il contact center messo in piedi dalla Regione per rispondere alle richieste di informazioni e chiarimenti da parte degli utenti interessati, in questi giorni è stato preso d’assalto, finendo in tilt.

In arrivo milioni di euro dalle multe per le casse laziali

Si conta di fare rientrare nelle casse laziali, già disastrate dal deficit sanitario, alcune decine di milioni di euro, circa trenta-quaranta nelle previsioni. Fino al 2013 era compito delle singole Asl, infatti, eseguire i controlli che avvenivano a campione e a discrezione. Insomma, chi voleva fare il furbo o chi, pure in buona fede, ha autocertificato di essere esente, riusciva a cavarsela. Adesso, invece, dall’intreccio diretto dei dati dell’Agenzia delle Entrate con quelli in possesso della Regione, sarà quasi impossibile evadere. La riscossione avverrà in due step. Il primo è quello dell’invio dell’avviso bonario. La lettera spedita, redatta in modo da mantenere la privacy sulle condizioni di salute dell’assistito, contiene gli estremi a cui fare riferimento per, eventualmente, contestare l’addebito o procedere con il saldo. La cifra è maggiorata degli interessi. In Regione garantiscono che le somme potranno essere rateizzate in virtù delle norme tributarie. I reclami possono avvenire tramite il contact center, i Cup, le Asl o via email. Secondo i tecnici le possibilità di errore sono molto ridotte proprio per la comparazione con i dati dell’anagrafe tributaria, di per se certi, ma «non del tutto escluse, anche se abbiamo fatto attenzione a sgomberare dalla lista le patologie più gravi».