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India una smart city tra le motagne

La valle della città di Dharamsala

La valle della città di Dharamsala

Smart city tra le montagne in India.

India, una smart city tra le montagne: il Dalai Lama partecipa ad un progetto per realizzare “Dharamsala smart city” già sapendo che non sarà semplice, a 1500 metri d’altezza, ma benedice il progetto e dice la sua su  sostenibilità ambientale, ottimizzazione delle risorse, cooperazione, sicurezza delle infrastrutture e attenzione alle periferie. La città di Dharamsala è abitata da circa 20.000  persone. Arroccata a 1500 metri di altezza sul livello del mare, in un’area montuosa del distretto indiano di Kangra, nello stato federato dell’Himachal Pradesh, è conosciuta per due motivi: è la sede del Governo tibetano in esilio dal 1960 ed è la dimora del Dalai Lama. Il Governo indiano ha annunciato ufficialmente, per conto del suo primo ministro che la città di Dharamsala  rientrerà nel programma nazionale per la costruzione di 100 smart cities in tutto il Paese nei prossimi anni, grazie ad fondo di 15 miliardi di dollari e l’aiuto di aziende e fondazioni di diversi Paesi, tra cui USA, Gran Bretagna, Francia, Giappone, Cina e Germania.

La benedizione del Dalai Lama

La notizia è stata accolta con molto entusiasmo anche dal Dalai Lama, che in un messaggio, diramato tramite una nota ufficiale del Governo del Tibet in esilio, ha scritto: “Apprezzo il vostro progetto per trasformare Dharamsala in una città intelligente e prego affinché la sua realizzazione non incontri ostacoli”. Il Dalai Lama, però, non ha solamente benedetto l’iniziativa, ma ha attivamente contribuito al confronto tecnico relativo ai piani di attuazione, suggerendo delle applicazioni di carattere pubblico, invocando sicurezza delle persone e delle cose, giustizia nel ridistribuire vantaggi e risorse, efficienza delle infrastrutture, attenzione alle periferie e agli ultimi. “Dobbiamo mettere in sicurezza edifici, abitazioni e infrastrutture pubbliche in caso di terremoto – ha spiegato il Dalai Lama – occorre inoltre promuovere armonia, collaborazione, cooperazione e comprensione tra tutte le comunità che vivono e lavorano sul territorio” “Ho inoltre raccomandato – si legge nel comunicato stampa – l’utilizzo di nuovi sistemi per la raccolta delle acque piovane per evitare sprechi e promuovere il riuso come concetto chiave per la sostenibilità ambientale, l’ottimizzazione delle risorse naturali e un nuovo modo di gestire le stesse”. “Sono d’accordo con il concetto di smart city, di crescita e sviluppo sostenibili, di utilizzo dell’innovazione tecnologica per migliorare le nostre vite – ha infine commentato il massimo esponente del buddismo tibetano – ma la nostra attenzione deve sempre ricadere sugli ultimi, gli esclusi, le periferie e le zone rurali”.