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Nuovo Isee 2016 novità per i disabili

 

Isee e disabilità

Isee e disabilità

Il nuovo Isee prevede il vincolo di bilancio

Nuovo Isee 2016 novità per i disabili. Finalmente gli assegni e quindi il reddito a favore delle persone con disabilità escono dal calcolo dell’Isee. Nella nuova legge sulla scuola è contenuta una norma transitoria che recepisce le osservazioni contenute nelle sentenze con cui il Consiglio di Stato ha bocciato le attuali regole per il calcolo dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) dei nuclei familiari in cui c’è un disabile.

In futuro verrà previsto che, in attesa di modificare il decreto del presidente del Consiglio dei ministri 159/2013, devono essere esclusi dal reddito disponibile i trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari (incluse le carte di debito) percepiti a fronte della condizione di disabilità e qualora non rientranti nel reddito complessivo a fini Irpef.

Inoltre, sempre per recepire le indicazioni del Consiglio di Stato, viene modificato il meccanismo di equivalenza. Significa che spariscono le franchigie che ora compensano gli importi che non verranno più considerati.

Inoltre viene aumentato di 0,50 il parametro della scala di equivalenza per ogni componente del nucleo con disabilità media, grave o non autosufficiente. Spariscono le differenze tra disabili minorenni e maggiorenni. Viene inoltre precisato che gli importi percepiti per ragioni diverse dalla disabilità restano inclusi nel reddito disponibile, ma per quanto riguarda le borse di studio universitario vanno esclusi dall’Isee.

L’approvazione definitiva nei prossimi mesi

L’applicazione delle novità però non sarà immediata. La legge, deve essere ancora approvato dalla Camera, e stabilisce che gli enti erogatori delle prestazioni sociali agevolate dovranno adeguarsi alle nuove disposizioni entro trenta giorni dall’entrata in vigore del provvedimento. Fino a tale data varranno le regole attuali.  Sempre sul fronte delle coperture c’è un passaggio nel testo in cui si afferma che gli enti erogatori delle prestazioni si devono adeguare alle nuove regole «nel rispetto degli equilibri di bilancio programmati».