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Salute mentale: in diminuzione i ricoveri obbligatori

 

In calo i TSO

In calo i TSO

Il numero di Trattamenti sanitari obbligatori (Tso) è l’indicatore più frequentemente utilizzato per segnalare se le politiche per la Salute mentale attuate su un territorio sono coerenti con i principi della Legge di Riforma. Con al riforma della legge 180/1978 cosiddetta legge Basaglia, alcuni articoli hanno introdotto la possibilità che un cittadino sia sottoposto ad interventi sanitari in condizioni di ricovero ospedaliero contro la sua volontà «solo se esistano alterazioni psichiatriche tali da richiedere urgenti interventi terapeutici, se gli stessi non vengono accettati dall’infermo e se non vi siano le condizioni e le circostanze che consentano di adottare tempestive e idonee misure sanitarie extra-ospedaliere», prevedendo precisi istituti di garanzia per evitare abusi.

Come indicato dallo stesso ministero della Salute, «essendo il Tso una modalità di intervento straordinaria, questo indicatore può essere considerato una misura indiretta di efficacia dei programmi riabilitativi messi a punto dai Dsm». In altre parole il fenomeno Tso va considerato un tassello del complesso mosaico dell’assistenza psichiatrica territoriale.

I dati dei trattamenti sanitari obbligatori

Un recente approfondimento del Sole 24 Ore Sanità riporta i dati sui Tso registrati nel 2010 e nel 2015 (espressi in tassi x 100.000 abitanti maggiorenni residenti), in modo da monitorare l’andamento del fenomeno, a livello nazionale e delle singole Regioni. I dati di riferimento sono quelli pubblicati dal Ministero della Salute – Banche dati Sdo 2010 e 2015 (ad eccezione del valore 2015 della Regione Marche, rettificato a seguito della verifica di un errore di trans-codifica). La popolazione residente è quella registrata dall’Istat al 1° gennaio di ciascun anno considerato. Non essendo disponibile il dato sui ricoveri per Regione di residenza, occorre considerare minime fluttuazioni nei valori calcolati, potenzialmente associate alla mobilità sanitaria attiva e passiva di ciascuna Regione. Nel 2010 viene rilevata una media nazionale pari a 22,0 ricoveri in Tso x 100.000 abitanti; nel 2015 il valore nazionale si riduce a 17,3 ricoveri in Tso x 100.000. Nel 2010 sono risultate “virtuose” (tutte al di sotto della soglia di 10 ricoveri in Tso x 100.000 abitanti) la Pa di Bolzano e le Regioni Friuli, Toscana e Basilicata. La “maglia nera” andava a Valle d’Aosta, Emilia-Romagna, Umbria, Marche, Lazio, Sicilia e Sardegna (che presentavano tutte valori superiori a 25, con punte, in Sicilia, pari a 41,9 ricoveri in Tso x 100.000). Nel 2015 le Regioni con meno di 10 ricoveri in Tso x 100.000 sono state la Lombardia, le Pa di Bolzano e Trento, seguite da Veneto, Friuli e Basilicata; tutte mostravano una tendenza alla riduzione. La Toscana presenta invece un trend inverso (da 9,1 a 11,6), pur rimanendo al di sotto del valore medio nazionale. I valori più elevati (tutti superiori a 25 ricoveri in Tso x 100.000 abitanti) si riscontrano ancora in Valle d’Aosta (che si mantiene stabilmente su valori elevati), Emilia-Romagna (che tuttavia presenta un trend in riduzione rispetto al 2010) e Sicilia (che mostra una significativa riduzione ma mantiene livelli sensibilmente elevati rispetto al valore medio nazionale).