Dossier Statistico Immigrazione: presentazione di Roma 27 ottobre 2022

 

La presentazione della 32^ edizione del Dossier Statistico Immigrazione si è svolta al Teatro Orione di Roma, oggi Giovedì 27 ottobre 2022.

L’incontro è stato introdotto da Luca Di Sciullo, presidente del Centro Studi e Ricerche IDOS, che ha dedicato l’evento “a tutti i migranti reali, eppure assenti. O perché non sono mai partiti, rimanendo bloccati nelle terre d’origine ad affrontare guerre, disastri ambientali e povertà, oppure perché sono partiti ma non sono mai arrivati, perché sono morti durante il viaggio, o rimasti bloccati nei campi di detenzione o nei campi profughi, o anche perché da mesi da mesi sono impegnati nel “game” per raggiungere l’Europa sulle rotte balcaniche, dai cui confini vengono respinti con violenza”.

Tra gli interessanti interventi della mattinata, da segnalare la presentazione della ricerca “Quando gli immigrati vogliono pregare”, dedicata allo studio del pluralismo religioso delle persone straniere in Lombardia.
Maurizio Ambrosini, docente dell’Università degli Studi di Milano, ha sottolineato che la diversità religiosa, invece di essere un fattore di disgregazione, è diventato un fattore di rafforzamento della società e di coesione sociale collettiva. La religione per le persone migranti rappresenta un’opportunità di solidarietà e mutuo aiuto perché qui trovano socialità, resilienza e riscatto, ricoprendo ruoli di leadership e responsabilità che compensano le frustrazioni che sperimentano nella vita quotidiana.

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Don Mussie Zerai, presidente dell’Agenzia di Cooperazione Habeshia, in collegamento on-line dal Canada ha messo l’accento su quanto che sta accadendo nel Corno d’Africa: le persone stanno fuggendo dalla guerra, dalla carestia, dalla siccità, o anche per garantire un futuro ai loro figli. Pertanto, bisogna proteggere i diritti e la dignità di queste persone, aprendo dei canali legali per raggiungere l’Europa, che intanto erge muri visibili e invisibili per arginare la migrazione.
Zerai ha auspicato che si superi presto la campagna di criminalizzazione della solidarietà, che è stata messa in atto negli ultimi anni, creando le condizioni per un inserimento sociale, culturale ed economico nel nostro Paese, anche per i ragazzi che sono cresciuti e studiano qui, per uscire da una ghettizzazione delle persone migranti dal punto di vista sociale, culturale e politico”.

La giornalista Eleonora Camilli ha portato la propria testimonianza dell’esperienza sul campo, quando dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, è andata al confine con la Romania per osservare la gestione dei flussi migratori e, oltre alla disperazione di tante persone, soprattutto donne, ha visto un attivismo straordinario messo in atto dalla società civile, da Organizzazioni umanitarie e religiose, da privati cittadini ed anche da parte della polizia di frontiera che aiutava i profughi, cosa che non accade sulla rotta balcanica, ma anche al confine con la Francia, dove continuano a perpetrarsi respingimenti, anche di minori.
Camilli ha denunciato come inaccettabile questo “doppio standard dell’accoglienza”, perché l’accoglienza non può essere selettiva.