Quello “scatto d’orgoglio” che chiedeva Franco Bomprezzi

Il 18 dicembre, alla presenza del Sindaco della città, un giardino di Milano verrà dedicato a Franco Bomprezzi, che fu tra l’altro direttore responsabile di Superando sin dagli inizi, a undici anni esatti dalla sua scomparsa. Franco, che sulle nostre pagine, un mese prima di lasciarci, aveva scritto:”Mai come adesso ci vorrebbe uno scatto d’orgoglio, prepolitico, semplicemente di cittadinanza e di appartenenza, capace di farci riprendere il cammino, in ogni campo“. Parole quanto mai attuali!

“Con Deliberazione dello scorso 17 luglio, la Giunta Comunale ha approvato l’intitolazione di un giardino intestato a Franco Bomprezzi, tra via Padre Gerardo Beccaro, viale dell’Innovazione e via Sesto San Giovanni. L’Amministrazione Comunale intende in questo modo onorare la memoria del giornalista impegnato nel sostegno al riconoscimento dei diritti delle persone con disabilità“: ci ha decisamente emozionato ricevere in redazione questo messaggio da parte del Comune di Milano. Certo, anche altroun murale, un Centro Antidiscriminazione, un Premio Giornalistico… – è già stato dedicatoFranco Bomprezzi, che fu il nostro direttore responsabile sin dagli inizi di Superando, fino alla sua scomparsa undici anni fa, uno dei primi giornalisti con disabilità del nostro Paese, figura fondamentale per la diffusione di una nuova cultura sulla disabilità, ma anche un caro amico personale di chi scrive. E tuttavia un messaggio come questo suscita senz’altro emozione, pur arrivando da un Ente Pubblico come il Comune di Milano, che già nel 2005 aveva insignito Bomprezzi dell’Ambrogino d’Oro.

Per coloro che non abbiano avuto la fortuna di incrociare la strada di Francoqualche dato biografico può essere utile.
Giornalista e scrittore, classe 1952, Bomprezzi, affetto da osteogenesi imperfetta, la “malattia delle ossa di vetro”, ha vissuto e lavorato in sedia a ruote. Ha collaborato con «Il Resto del Carlino», è stato caporedattore presso «il mattino di Padova» e presso l’Agenzia AGR di Milano. Nel 1983 ha assunto la direzione di «DM», la rivista della UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), Associazione di cui è stato presidente tra il 1998 e il 2001. All’inizio degli Anni Duemila ha fondato e diretto prima il sito d’informazione SuperAbile e poi è stato direttore responsabile della nostra testata Superando, come detto inizialmente, edita dalla FISH (già Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, oggi Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie). È stato portavoce e presidente (dal 2013) della LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità, componente lombarda della FISH) e per anni anche responsabile della comunicazione sociale per il Comitato Telethon. Dopo che nel 2005 il Comune di Milano gli aveva assegnato il proprio massimo riconoscimento dell’Ambrogino d’Oro, nel 2007 l’allora presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, lo nominò Cavaliere della Repubblica.

Questi alcuni elementi in più per conoscere meglio colui di cui stiamo parlando. A noi piace ricordarlo soprattutto con quanto scrisse in Superando il 18 novembre 2014, a un solo mese dalla sua scomparsa, nel testo Uno scatto d’orgoglio, per riprendere il cammino: «Mai come adesso ci vorrebbe uno scatto d’orgoglio, prepolitico, semplicemente di cittadinanza e di appartenenza, capace di farci riprendere il cammino, in ogni campo». Parole quanto mai attuali!
E ci piace anche ricordare cosa si poteva leggere, un anno fa, nel sito della LEDHA, all’interno della presentazione dell’evento svoltosi a Milano per il decennale della morte di Franco: «Bambino dalle ossa di vetro e studente modello al liceo. Cronista di nera e poi giornalista a tutto tondo nelle redazioni di quotidiani locali e nazionali. Attivista per i diritti delle persone con disabilità e leader associativo attento alla comunicazione e all’uso del linguaggio. Un uomo dalla fine ironiache vedeva la sua carrozzina come uno strumento di libertà: tutto questo e molto altro è stato Franco Bomprezzi».
Nel corso di quello stesso evento, tra l’altro, venne data visibilità ad altre belle iniziative, vale a dire il podcast denominato Il Cavaliere a rotelle. Franco Bomprezzi, realizzato dalla LEDHA e dalla UILDM, con il contributo della Fondazione Cariplo, che ripercorre la storia personale e professionale di Bomprezzi, attraverso la sua voce e quella dei suoi amici e colleghi.
«In essovenne spiegatosi condensa, in circa novanta minuti di ascolto, una vita straordinariamente normale, che attraversa un’epoca di grandi lotte e conquiste per i diritti delle persone con disabilità. E che ci dice molto anche sulla società in cui viviamo oggi. Il racconto della vita e del lavoro di Bomprezzi è affidato alla voce di amici, colleghi e di quanti hanno lavorato con lui nelle diverse tappe della sua carriera professionale. Oltre a contributi audio d’epoca e alla lettura di stralci di articoli pubblicati sulle diverse testate per cui Franco ha scritto».
E non da ultimoFrammenti imperfetti, cortometraggio realizzato dal regista Enzo Berardi in collaborazione con Matteo Schianchi, con immagini girate il 12 settembre 2011 a Milano, presso l’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini, durante un incontro informale tra Franco e un gruppo di giovani con disabilità. «Queste immagini d’archivio – spiegano dalla LEDHA -, molte delle quali inedite, sono state revisionate, selezionate e montate per sintetizzare alcuni passaggi di quella conversazione spontanea su argomenti diversi: discriminazioni, diritti, il ruolo della comunicazione e del giornalismo. Un cortometraggio che permette di raccontare e di “fissarealcuni aspetti centrali del pensiero di Franco Bomprezzi attraverso il suo racconto in prima persona anche tramite aneddoti e ricordi personali».

Ora, dunque, nascerà a Milano il “Giardino Franco Bopmprezzi”, che verrà inaugurato nel pomeriggio del 18 dicembre (ore 15.45), alla presenza del sindaco di Milano Giuseppe Sala. E anche questo ci fa molto piacere! 

Fonte: Superando.it

Photo: Superando.it