Come sopravvivere alle feste per chi è Adhd e per chi non lo è

Come sopravvivere alle feste per chi è Adhd e per chi non lo è. Un articolo di Anna Castiglioni.

Questo spazio è nato per raccontare l’Adhd in ogni sua forma, perché si conosce ancora pocoin primis da chi se la porta appresso–  e se ne parla ancora meno. Mi piacerebbe ci fossero solo anedotti fantozziani da scrivere: la verità è che siamo delle pesantone. L’Adhd ci affatica, ci fa fare fatica, letteralmente, in molte delle cose quotidiane che per il resto del mondo sono semplici.

Raccontare di aver dimenticato gli occhiali dentro al frigo può funzionare per i reel sui Instagram e molto poco qui. Per quanto mi sforzi di alleggerire, non ho mai avuto il dono della pollyannitudine. In particolare sotto le feste natalizie, sono felice più o meno come Heidi a Francoforte. Non sono sola, lo so.

Natale & co si portano dietro un bagaglio importante di carico emotivo, mentale e fisico. Come per la fine dell’anno sociale per chi ha figli in età scolare, dicembre è quel mese dell’anno in cui non vedi l’ora di fare l’albero e al tempo stesso di disfarlo dopo l’Epifania per il solo fatto di non sentire la pressione sociale incombere su di te. Non mi fraintendete: “la magia del Natalela sento anche ad agosto. Mai partecipato a un solo Whamageddon. E lo dico con fierezza.

Amo il Natale, le luci, gli addobbi, fare i regali più che riceverli, fare la foto di famiglia con Lucky, il nostro border collie, in posa con il cartelloBuon Natale!”. Non arrivo a fare le cartoline di auguri come la famiglia reale, ma porto al limite della sopportazione marito e figli con le playlist natalizie e l’obbligo di vedere i film che per me rappresentano il Natale. Anche quando mio figlio mi fa notare che Mary Poppins non c’entra nulla e il Grinch regala motoseghe ai bambini, io vado dritta per la mia strada a bordo di una slitta trainata dalle renne.

Il problema del Natale (e di tutte le feste correlate)

Il problema del Natale non è il Natale. È quello che gli altri si aspettano da te a Natale. Al netto dei regali più o meno azzeccati, quello che ci si aspetta è che tu sia performante, possibilmente sorridente, sicuramente ben disposta a sorbirti discorsi imbarazzanti/scomodi/deliranti da parenti più o meno stretti. È considerato normale e fin obbligatorio interloquire con zie e zii che vedi solo alla cena della vigilia, presenziare a cene e aperitivi di lavoro, con mamme e papà della scuola di tua figlia, con conoscenti che potresti tranquillamente vedere a gennaio. Persino le palestre hanno preso a organizzare giornate speciale di fitness in concomitanza del natale.

E poi correre. Correre di continuo, anche quando vorresti e dovresti solo rallentare. Perché, come prima delle vacanze agostiane, pare che tutto debba essere fatto/consegnato/finito entro il 24 dicembre. Quando non corri, sei bloccato in coda per il traffico o per qualche guasto ai treni. A dicembre, anche andare in vacanza è più complicato, ci avete fatto caso?

Le criticità legate alle feste per chi è Adhd

Il periodo delle festività dice Castiglioniconcentra in poche settimane una quantità straordinaria di richieste cognitive ed emotive: pianificare, ricordare, organizzare, mediare relazioni e richieste sociali. Questo lavoro mentale chiamato anche mental loadnon solo è invisibile, ma richiede capacità di regolazione emotiva e funzioni esecutive (come gestione del tempo, flessibilità e controllo dell’impulsività), che nelle persone Adhd scarseggiano tutto l’anno. Si tratta di attingere a delle risorse che di base non sono innate e che, oltretutto, vengono sollecitate al massimo durante le feste.

Anche chi non rientra nella categoria neurodivergenteprosegue il testo ha molte difficoltà a gestire le festività. Tutte, non solo quelle natalizie. Nonostante la narrazione che si fa del Natale, molte persone riportano aumento di stress, ansia, pressione sociale, fatica e aspettative non realizzate durante la stagione festiva. Questo insieme di sintomi viene spesso definitoholiday blues” nella letteratura psicologica e può manifestarsi anche in persone senza una diagnosi di disturbo mentale preesistente.

Va detto che non tutto ciò che riguarda le feste è fonte di stress: emozioni come nostalgia, connessione sociale e senso di appartenenza possono stimolare dopamina e migliorare l’umore, soprattutto se si richiamano ricordi positivi legati alla tradizione e all’intimità con persone care. Forse è proprio questa ambivalenza a generarmi emozioni contrastanti: da un lato non vedo l’ora di stare con chi voglio bene, dall’altro vorrei nascondermi sotto le coperte e svegliarmi per il mio compleanno, che cade giusto 48 ore dopo Capodanno.

Ma il mio sogno inconfessabile è, come Cameron Diaz in The Holiday, affittare un cottage nella campagna inglese per tutte le vacanze natalizie, stare felicemente isolata da tutto, mangiare carboidrati senza sensi di colpa e andare al pub di tanto in tanto a bere una birra. Prima o poi riuscirò a farlo, con buona pace dei parenti e delle loro aspettative conviviali e festose.

Fonte: https://atipiche.substack.com/

Foto by Cooperativa Sociale Integrata Matrioska (www.coop-matrioska.it)