Antonio Albanese premiato come “Matto dell’anno”. Lo psicologo Savuto lo celebra per i suoi personaggi che raccontano la follia della società.
Epifanio, Frengo, Alex Drastico, il ministro della Paura e Cetto La Qualunque: sono solo alcune delle maschere create da Antonio Albanese in oltre 30 anni di carriera. Personaggi che, tra comicità e satira, hanno raccontato vizi, nevrosi e fragilità del Paese. Proprio per la capacità di dare voce alla follia che attraversa la normalità, l’attore e regista è stato insignito del titolo di “Matto dell’anno” nell’ambito del premio promosso dalla Fondazione Lighea, realtà che dal 1984 si occupa di riabilitazione psichiatrica. L’annuncio arriva dallo psicologo Giampietro Savuto, che sottolinea l’importanza di affrontare il tema della salute mentale con leggerezza e consapevolezza. Albanese, intervistato dal Corriere della sera, ha raccontato il legame profondo con le sue creature: “Sono i miei figliocci, da 35 anni raccontano il Paese. Mi commuove ricevere questo riconoscimento”. Il comico vede nella follia un “fascino assoluto”, fonte di ispirazione fin dal suo primo personaggio, Epifanio, nato dopo aver assistito a uno spettacolo ambientato in un manicomio. Oggi, dice, il candore di Epifanio appare più trasgressivo dell’aggressività che domina i tempi. Oltre al teatro e alla comicità, Albanese ha appena terminato il suo primo romanzo “La strada giovane”, pubblicato da Feltrinelli, ispirato alla vicenda del giovane zio internato militare in Austria dopo l’8 settembre e riuscito a tornare a piedi in Sicilia. “Ho voluto onorare lui e tutti quei ragazzi abbandonati, ma anche raccontare il potenziale di un ventenne”, spiega l’attore, felice che il libro sia entrato in alcune scuole. Nella stessa intervista, Albanese parla anche di Milano, la città dove vive, ricordando i teatri che lo hanno formato e il valore del Leoncavallo, dove mosse i primi passi e che oggi rivendica come spazio culturale da preservare. “Milano deve garantire luoghi accessibili a chi non può permettersi corsi costosi: servono spazi liberi e condivisi, rischi compresi”.
Fonte: Superabile.it
