Musica in terapia intensiva: meno stress e battito più regolare per i pazienti cardiaci

Gary Coleman, la vita fragile dietro il sorriso di Arnold. Ha dovuto fare i conti fin dall’infanzia con una grave insufficienza renale che ne ha bloccato la crescita e lo ha portato alla dialisi.

 Gary Coleman è stato il volto iconico della sitcom anni ’80Il mio amico Arnold”, ma dietro il sorriso del piccolo protagonista si nascondeva una realtà segnata dalla malattia, dallo sfruttamento e da un’inquietudine mai risolta. Lo spiega La Repubblica. Coleman soffriva fin dall‘infanzia di una grave insufficienza renale, che ne aveva bloccato la crescita e lo aveva costretto a frequenti trattamenti di dialisi. Il fisico da bambino, nonostante l’età adulta, lo rese perfetto per il ruolo di Arnold, conquistando milioni di spettatori nel mondo. Il documentario Gary. Io ero Arnold, trasmesso da Sky Crime, ripercorre la parabola drammatica di un talento fragile, cresciuto sotto i riflettori ma mai davvero protetto. Oltre alla malattia, Coleman dovette affrontare gravi difficoltà personali e legali, tra cui lo sfruttamento economico da parte della sua stessa famiglia, l’isolamento e una lunga depressione. Il rapporto burrascoso con la moglie Shannon Price, con cui visse un breve matrimonio segnato anche da episodi di violenza domestica, ne aggravò ulteriormente la condizione emotiva. Negli anni tentò anche strade alternative: la partecipazione a talk show, spesso sfociata in episodi di tensione, e persino una candidatura a governatore della California nel 2003, quando fu ironicamente sconfitto da Arnold Schwarzenegger. Coleman è morto nel 2010 a soli 42 anni, lasciando dietro di sé il ricordo di un’infanzia televisiva idealizzata e la realtà amara di un uomo rimasto imprigionato nel ruolo che lo aveva reso celebre. Il documentario restituisce umanità alla sua figura, raccontando una vita segnata più dalla solitudine che dalla fama.

Fonte: Superabile.it

Photo by Cooperativa Sociale Integrata Matrioska (www.coop-matrioska.it)