Caregiver familiari, ecco tutte le novità contenute nel disegno di legge

Caregiver familiari, ecco tutte le novità contenute nel disegno di legge. Riconoscimento, diritti e sostegni per chi cura e ama.

Dopo dieci anni di proposte rimaste sulla carta, il governo porta in Parlamento una legge quadro sui caregiver familiari, con risorse certe e una struttura organica. Il disegno di legge, composto da 15 articoli divisi in 4 Capi, introduce per la prima volta una definizione giuridica del caregiver, un sistema nazionale di riconoscimento tramite Inps, tutele lavorative, diritti sociali e un contributo economico per i casi più gravosi fino a 1.200 euro a trimestre (4.800 l’anno, 400 al mese) per il caregiverconvivente e prevalente con un carico di assistenza uguale o superiore a novantuno ore settimanali, circa 13 ore al giorno.

La legge si basa su due capisaldi: le tutele differenziate, per riconoscere tutti i caregiver, e l’urgenza di dare risposte a chi assiste 24 ore su 24, cioè a chi supera le 91 ore settimanali di cura“, aveva spiegato la ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli al termine del Consiglio dei ministri lo scorso lunedì.

Chi è il caregiver. La legge riconosce come caregiver il familiare o il convivente che assiste una persona con disabilità con necessità di sostegno elevato, non autosufficienza o indennità di accompagnamento. Non si tratta più di una figura informale: sarà la persona assistita a indicare fino a tre caregiver, che verranno registrati e certificati.

Il Ddl introduce una classificazione per carico di cura, distinguendo chi presta poche ore da chi svolge un’attività continuativa e totalizzante. I caregiver prevalenti oltre 91 ore settimanali, circa 13 ore al giorno – diventano la categoria prioritaria delle misure economiche.

La piattaforma Inps. Tutti i caregiver potranno iscriversi a una nuova piattaforma nazionale Inps, che servirà a certificare la figura, misurare il carico assistenziale e costruire finalmente una platea ufficiale. Per questo è già stanziato un primo finanziamento. Diritti, studio e lavoro. Il Ddl introduce una serie di tutele concrete: partecipazione del caregiver alla valutazione multidimensionale, al progetto di vita e al piano assistenziale; diritto a ricevere informazioni sanitarie anche in ospedale; certificazione delle competenze acquisite nella cura; permessi e ferie solidali ceduti dai colleghi; part-time reversibile e lavoro agile; riconoscimento delle ore di assistenza come crediti formativi; esonero dalle tasse universitarie per studenti caregiver; possibilità che entrambi i genitori di un minore con disabilità siano caregiver anche se non conviventi.

Il contributo economico. Si va dall’importo di 1,15 milioni di euro nell’anno 2026, a 257 milioni di euro nell’anno 2027 e 260 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2028. Nello specifico, dal 2027 i caregiver più gravosi e con redditi più bassi riceveranno un contributo fino a 1.200 euro a trimestre, con limite Isee a 15.000 euro e un reddito da lavoro e non superiore di 3.000 euro lordi annui.

Diritti, lavoro e tutele. Il Ddl interviene in modo significativo anche sul piano lavorativo. I caregiver avranno diritto a forme di flessibilità come lo smart working, il part-time reversibile, l’adattamento degli orari e il rientro al tempo pieno senza penalizzazioni. Sono previste inoltre misure contro la discriminazione e la possibilità di ricorrere al giudice o al Garante per la disabilità in caso di violazioni.

La legge riconosce anche il valore delle competenze maturate nella cura: queste potranno valere come crediti formativi, titoli o qualifiche professionali, facilitando il rientro nel mondo del lavoro. Sul piano sanitario e sociale sono previsti supporto psicologico, sostituzione in caso di emergenza, accesso prioritario alle cure e integrazione nei servizi territoriali.

Fonte: Superabile.it

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