Tutto è iniziato da Camilla, ex campionessa di nuoto sincronizzato.
Si chiamano “Scorpionabili” e sono la dimostrazione che lo sport, quando è davvero inclusivo, può diventare molto più di una competizione. Sono un gruppo di venti giovani romani, ragazzi e ragazze con sindrome di Down che ballano in coppie miste insieme a partner normodotati e che hanno conquistato i campionati italiani di danza paralimpica.
Il progetto nasce all’interno della scuola di danza Scorpion Team, guidata dai maestri Antonio Chiarore, Catia Attili e Daniele Graziosi, ed è cresciuto negli anni fino a diventare una vera e propria comunità.
Un’idea nata da Camilla
Tutto è iniziato da Camilla, ex campionessa di nuoto sincronizzato paralimpico. Due anni e mezzo fa la madre l’ha portata a scuola con un desiderio semplice: farla ballare. “L’abbiamo inserita nel gruppo dei normodotati – raccontano i maestri – e lì è successo qualcosa di speciale: Camilla si è innamorata del tango e non ha più smesso”.
Da quell’esperienza è nato un percorso che ha coinvolto altri ragazzi, grazie al passaparola e ai legami già esistenti tra chi frequenta attività sportive, teatrali e ricreative dedicate alle persone con disabilità. Così sono nati gli Scorpionabili.
Una rete sociale che danza insieme
Gli Scorpionabili non sono solo una squadra. “Loro sono una rete sociale vera – spiega Daniele Graziosi – frequentano insieme discoteche inclusive, fanno teatro, nuoto, condividono esperienze. Qui li accudiamo come fosse la nostra famiglia”.
La danza diventa così uno strumento di espressione, relazione e autonomia, oltre che di crescita sportiva. Ogni coppia lavora sull’ascolto reciproco, sul rispetto dei tempi e delle capacità di ciascuno, dimostrando che la disabilità non è un limite alla performance, ma una caratteristica con cui costruire nuove possibilità.
Il successo ai campionati italiani
Il lavoro costante e l’approccio inclusivo hanno portato anche a risultati sportivi importanti: gli Scorpionabili hanno trionfato ai campionati italiani di danza paralimpica, portando sul podio non solo medaglie, ma un messaggio forte di partecipazione e pari opportunità.
Una storia che è stata raccontata anche sui media locali, contribuendo a dare visibilità a un modello di sport che mette al centro le persone, non le etichette.
Quando lo sport diventa inclusione
L’esperienza degli Scorpionabili mostra come l’attività sportiva e artistica possa diventare uno strumento concreto di inclusione sociale, capace di rafforzare l’autostima, creare legami e abbattere stereotipi.
Per questi ragazzi la danza non è solo movimento: è appartenenza, relazione, riconoscimento. Ed è la prova che, quando il contesto è accogliente e competente, il talento può emergere in tutte le sue forme.
Fonte: Superabile.it
Photo: Superabile.it
