“È evidente come le persone con disabilità continuino a incontrare “ostacoli nella loro partecipazione come membri eguali della società”. Da una parte è quindi necessario dare piena ed effettiva attuazione ad un quadro normativo ampio e dettagliato, dall’altra è urgente l’avvio di un reale cambiamento culturale”: lo scrive Domenico Massano nel capitolo dedicato a “Persona e Disabilità”, all’interno del nuovo aggiornamento del “Rapporto sullo Stato dei Diritti in Italia”.
“Il Rapporto restituisce l’immagine di un Paese in cui la compressione dei diritti viene normalizzata, spesso in nome della sicurezza o dell’emergenza. Di fronte a questo quadro, il rapporto non mette solo in evidenza i dati ma denuncia l’urgenza di cambiare al più presto paradigma, ricordando che i diritti non sono concessioni revocabili, ma il fondamento stesso della democrazia»: lo ha dichiarato Luigi Manconi, presidente dell’Associazione A Buon Diritto, in sede di presentazione, presso la Sala Stampa della Camera, del nuovo aggiornamento del Rapporto sullo Stato dei Diritti in Italia (consultabile integralmente a questo link), prezioso documento di cui riferiamo da sempre anche sulle nostre pagine, ideato e curato dalla stessa A Buon Diritto, con il sostegno dell’otto per mille valdese, che restituisce un quadro approfondito della situazione in cui si trova il nostro Paese a livello di tutele e garanzie, di discriminazioni e diseguaglianze, ma anche di proposte alternative. Un concetto, quello espresso da Manconi, emerso da tutti gli interventi dei partecipanti alla presentazione e sintetizzabile così: “Come ci mostra la situazione politica e sociale che stiamo vivendo, i diritti e le libertà non sono acquisiti per sempre e per alcune persone non è stato mai possibile acquisirli, o mai fino in fondo. Non possono essere dati per scontati e anzi sono sotto attacco costante ogni giorno“.
Il Rapporto, ricordiamo ancora, monitora i principali diritti nel nostro Paese e gli ostacoli che ne impediscono la piena realizzazione, dalla libertà di espressione e di informazione al diritto d’asilo, dalla libertà di movimento all’autodeterminazione femminile, dalla salute alla libertà terapeutica, dal diritto all’abitare alla salute mentale, dai diritti delle persone rom e sinti ai diritti delle persone LGBTQIA+ e dei minori, dal carcere alla salute mentale, ma anche ambiente, lavoro, disabilità. Si tratta di un lavoro corale, condotto da 17 ricercatrici e ricercatori.
L’incontro di presentazione alla Camera è stato moderato dalla curatrice del documento Camilla Silotti, e dopo l’intervento introduttivo di Luigi Manconi, ha visto la partecipazione di Alessandra Trotta, che modera la Tavola Valdese e del parlamentare Nicola Fratoianni. Quindi alcune autrici e autori presenti nel Rapporto che hanno presentato i rispettivi capitoli, da Michela Pugliese (autodeterminazione femminile) a Federica Resta (privazione della libertà e prigionieri), da Enrico Puccini (diritto all’abitare) a Chiara Pineschi (minori), fino a Domenico Massano, che tradizionalmente si occupa di Persona e Disabilità e il cui capitolo è disponibile integralmente a questo link.
Nello specifico Massano si sofferma sui seguenti aspetti: “riforma della disabilità”, istituzionalizzazione, deistituzionalizzazione e vita indipendente, abilismo e violenza contro le donne con disabilità, accessibilità e mobilità, “diritti a ostacoli”.
Queste le conclusioni del suo capitolo: “È evidente come le persone con disabilità continuino a incontrare “ostacoli nella loro partecipazione come membri eguali della società” (Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità), ostacoli che il permanere di stereotipi, pregiudizi e barriere culturali amplificano e rendono più ardui da superare. Da una parte è quindi necessario dare piena ed effettiva attuazione ad un quadro normativo ampio e dettagliato, senza indebolirlo ma cercando di migliorarlo, integrarlo e garantirlo, anche promuovendo gli accomodamenti necessari al rispetto ed alla tutela della dignità di ogni persona. Dall’altra è parimenti importante e urgente l’avvio di “una lotta culturale, una pratica educativa, una tensione morale” [da Stefano Rodotà, “Il diritto di avere diritti”, per la realizzazione di una società in cui sia riconosciuto il valore del contributo di ciascuna e in cui siano garantiti il pieno godimento dei diritti umani e delle libertà fondamentali per tutta“.
Fonte: Superando.it
Foto: Superando.it
