Italia Accessibile, un progetto aperto e in crescita per un Paese più equo e accessibile

Una rete pensata da un gruppo di imprese di settori diversi, accomunate però dalla convinzione che, oltre alle Istituzioni e al Terzo Settore, anche il tessuto imprenditoriale debba fare concretamente la propria parte per costruire un Paese capace di accogliere, includere e valorizzare ogni persona: è questo Italia Accessibile, progetto coincidente appunto con una rete di impresa sociale in continua evoluzione, presentato recentemente a Roma.

Ha preso il via recentemente, presentato nel corso di un evento a Roma cui hanno partecipato rappresentanti istituzionali nazionali, oltreché della Regione Lazio e dell’Umbria, insieme, tra gli altri, anche al presidente della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) Vincenzo Falabella. Si chiama Italia Accessibile ed è un progetto che coincide con una rete di impresa sociale in continua evoluzione, che cresce grazie al contributo di chi sceglie di parteciparvi. Partito dall’Umbria, infatti, in corrispondenza del G7 Inclusione e Disabilità, tenutosi ad Assisi nell’ottobre del 2024, con la relativa approvazione della Carta di Solfagnano, ha già coinvolto tra i fondatori imprese del Lazio, della Calabria e realtà associative e imprenditoriali nazionali, suscitando l’interesse di imprese di altre Regioni. Punta a raccogliere entro questo 2026 altre aziende sull’intero territorio nazionale, attraverso un impegno collettivo che trasformi l’accessibilità da eccezione a normalità, rendendola un valore strutturale.

Si tratta, in altre parole, di una rete pensata da un gruppo di imprese di settori diversi, accomunate però dalla convinzione che, oltre alle Istituzioni e al Terzo Settore, anche il tessuto imprenditoriale debba fare concretamente la propria parte per costruire un Paese capace di accogliere, includere e valorizzare ogni persona.

Nonostante gli sforzi a livello istituzionale e associativodichiara Luca Briziarelli, che di Italia Accessibile è il presidente – e i passi avanti fatti negli anni, in Italia l’accessibilità è ancora troppo spesso trattata come un’eccezione. Anche il tessuto imprenditoriale deve fare la sua parte. Italia Accessibile nasce dunque per mettere insieme le realtà che condividono questa impostazione e che desiderano contribuire a costruire soluzioni concrete, misurabili e replicabili, capaci di cambiare davvero il modo in cui viviamo. Vogliamo dare vita ad un impegno collettivo che coinvolga imprese, persone e comunità affinché ogni persona possa partecipare alla vita con piena autonomia e dignità“.

Ispirata dunque ai princìpi sanciti dall’articolo 3 della Costituzione e alla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, la rete Italia Accessibile intende agire in sei diversi settori strategici, che affrontano l’accessibilità come condizione necessaria per la qualità della vita e la coesione sociale e che qui di seguito vengono elencati in sintesi:
° Informazione e partecipazione, per garantire consapevolezza, comunicazione inclusiva e cittadinanza attiva.
° Digitale e innovazione, per abbattere le barriere virtuali e trasformare la tecnologia in strumento di uguaglianza.
° Vita quotidiana e salute, per fornire servizi accessibili, continui e orientati alla qualità della vita.
° Formazione e lavoro, per valorizzare talenti, competenze e modelli di impresa inclusivi.
° Mobilità e trasporti, per garantire libertà di movimento e servizi integrati.
° Abitare in libertà, per offrire città, edifici e spazi progettati per accogliere e non escludere.
Ogni area di intervento genererà progetti concreti e servizi replicabili e all’interno del percorso è previsto anche il rilascio di un marchio di qualità che, sulla base di parametri e procedure definite, attesterà il grado di accessibilità e inclusione delle realtà che dimostreranno livelli concreti di accessibilità.

Fonte: Superando.it

Foto: Rete Italia accessibile