Persone con disabilità, il paradosso delle aziende: meglio pagare le multe che assumerle

Ogni anno le aziende pagano sanzioni milionarie piuttosto che assumere persone con disabilità.

Entro il 31 gennaio le imprese italiane con almeno 15 dipendenti hanno dovuto comunicare ai servizi per l’impiego se stanno rispettando o meno gli obblighi di assunzione di persone con disabilità e categorie protette. È un adempimento nato per dare trasparenza e forza alla legge 68/1999, ma che lascia parecchio amaro in bocca, perché convive con un paradosso davvero stridente: ogni anno migliaia di aziende preferiscono pagare sanzioni milionarie piuttosto che aprire davvero le porte del lavoro alle persone con disabilità. Lo riporta La Repubblica.

Il meccanismo economico è perfettamente oliato: la legge prevede una sanzione amministrativa di 196,05 euro per ogni giorno lavorativo e per ciascun lavoratore con disabilità non assunto entro 60 giorni da quando scatta l’obbligo. Su base annua significa oltre 71mila euro per ogni posto, diciamo, scoperto. Una cifra rilevante ma che molte medie e grandi aziende, soprattutto nei territori più ricchi, continuano a voler considerare un costo assorbibile pur di non confrontarsi con l’inserimento di persone con disabilità in organici e mansioni disegnati per lavoratori standardizzati. Perché quindi tante imprese scelgono di pagare anziché assumere? Semplice. Perché la sanzione, se diventa prevedibile, può quantomeno trasformarsi in una voce di costo gestibile. Accanto alle multe esiste poi un altro istituto: il contributo esonerativo, collegato all’esonero parziale quando, per speciali condizioni dell’attività, l’impresa ottiene di non coprire integralmente la quota. Dal 1° gennaio 2022 l’importo è pari a 39,21 euro per ogni giorno lavorativo e per ciascun lavoratore con disabilità non occupato in forza dell‘esonero.

Fonte: Superabile.it

Foto by Cooperativa Sociale Integrata Matrioska (www.coop-matrioska.it)