Cuore pulsante del progeto “For All – Roma una città fruibile per tutti”, che ha vissuto il proprio evento conclusivo e che ha avuto quale capofila la Federazione FISH, è stato la creazione di otto percorsi della Capitale completamente accessibili, con un approccio che è andato oltre l’abbattimento delle barriere architettoniche, puntando a eliminare anche gli ostacoli senso-percettivi e comunicativi e rendendo la narrazione della città fruibile e inclusiva.
Trasformare la Capitale in un modello di accoglienza, dove l’accessibilità non sia un mero adeguamento tecnico, ma un pilastro fondamentale della dignità umana: è stato questo l’obiettivo di For All – Roma una città fruibile per tutti, progetto realizzato con il contributo del Fondo Carta Etica di UniCredit, che ha avuto quale capofila la FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), in partenariato con l’ANFFAS Nazionale (Associazione Nazionale di Famiglie e Persone con Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo), la FAIP (Federazione delle Associazioni Italiane di Persone con Lesione al Midollo Spinale), Pedius, La Rosa Blu (Consorzio degli Enti aderenti alla rete associativa dell’ANFFAS Nazionale) e MAV Servizi e Formazione.
Conclusasi ufficialmente, come avevamo segnalato sulle nostre pagine, l’iniziativa, lanciata nel mese di aprile dello scorso anno, ha assunto una valenza strategica nell’ambito del Giubileo 2025, cercando di accogliere milioni di pellegrini e visitatori, in modo tale da garantire a chiunque, indipendentemente dalla condizione fisica o sensoriale, il diritto di muoversi in autonomia, sicurezza e libertà.
Cuore pulsante dell’intervento è stato la creazione di otto percorsi completamente accessibili (disponibili a questo link), che grazie a un’attenta mappatura e all’analisi dei flussi, hanno portato a collegare le Stazioni Termini e Tiburtina e gli Aeroporti di Fiumicino e Ciampino con i siti di maggiore interesse storico e spirituale, dal Colosseo al Foro Romano, fino alle quattro Basiliche Papali. Il tutto con un approccio che è andato oltre l’abbattimento delle barriere architettoniche, puntando a eliminare anche gli ostacoli senso-percettivi e comunicativi e rendendo la narrazione della città fruibile e inclusiva.
“Il concetto di “città moderna” – sottolinea Vincenzo Falabella, presidente della FISH – è intrinsecamente legato a quello di accessibilità universale. In quest’ottica, abbattere le barriere architettoniche, percettive e sensoriali nei luoghi che sono il simbolo di Roma diventa una priorità etica e sociale. L’obiettivo è garantire che la partecipazione alla vita culturale e spirituale della Capitale sia un’esperienza condivisa da tutti. Tale impegno, infatti, è nato dalla convinzione che la dignità della persona e il suo diritto alla socialità non debbano mai essere subordinati a limiti fisici, rendendo la città un patrimonio comune davvero aperto e accogliente“.
