Gian Matteo Ramini, il paratleta che ha trasformato un incidente in una scalata verso le Olimpiadi: “Così mi sono rialzato”.
I ragazzi del Montessori -Da Vinci hanno incontrato Gian Matteo Ramini, il paratleta che ha trasformato un tragico incidente in una scalata verso le Olimpiadi. La notizia riportata da Il Resto del Carlino.
Nato nel 1996, Ramini era un talento del kung-fu italiano. Poi, nel 2015, l’infortunio che gli stravolge l’esistenza: una caduta dagli scogli gli provoca un trauma cerebrale e danni motori permanenti. Il destino sembra sbarrargli la strada ma lui non si arrende, inizia a praticare il paraclimbing, riuscendo ad affermarsi. Nel 2023, ai Mondiali di arrampicata sportiva in Svizzera, si aggiudica la medaglia d’argento, con la testa alle Paralimpiadi di Los Angeles del 2028.
Attualmente, oltre agli allenamenti, frequenta il corso di laurea magistrale in Scienze motorie e tiene conferenze, accompagnato dal suo ex prof Furio Veronesi, che ha insegnato a Porretta negli anni ’90. “Tutti– ha esordito Ramini– mi conoscono come Robocop, ma non sono un supereroe. Sono una persona con una storia pesante alle spalle. All’inizio chiesi a mia madre di aiutarmi a morire ma nel tempo, anche grazie a lei, ne sono uscito. Non mi riconosco nella parola disabile: lo sarei stato se, con impegno e fatica, non avessi conquistato questa ‘nuova‘ normalità”. L’incontro con gli studenti si è svolto nell’aula magna, davanti a un centinaio di ragazze e ragazzi che hanno ascoltato, attentissimi, la testimonianza dell’atleta. “Questa giornata– ha raccontato un gruppo all’uscita– è stata molto educativa. Per rialzarsi dalle difficoltà la forza di volontà e le persone che ti circondano sono determinanti. Viva Matteo e la sua grinta!”. Soddisfatti i docenti che hanno promosso l’iniziativa. “L’idea di invitare a scuola esperti del settore – ha raccontato Laura Capitani, docente di scienze motorie– è di Elisa Mellini, coordinatrice del comitato scientifico dell’istituto. Alla vigilia del lancio del potenziamento sportivo, la presenza di Gian Matteo ci è sembrata perfetta: la sua storia comunica con forza resilienza, autodeterminazione e dedizione”.
Fonte: Superabile.it
Foto: Superabile.it
