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Riportare la persona e i suoi bisogni al centro dell’azione politica. Intervista a Maria Concetta Romano*

 

*Vicepresidente dell’Associazione Genitori Soggetti Autistici Lazio onlus , è stata Presidente della Consulta per i problemi dei cittadini con disabilità del Municipio Roma III , ha ricoperto cariche direttive nella Consulta disabilità  di Roma Capitale ed è presente in quella della  Regione Lazio.

 

Dottoressa Romano, da dove nasce il suo impegno nel sociale?

“Mi sono sempre battuta per le persone più fragili, gli anziani , le famiglie in difficoltà, le persone con disabilità:  tutti i cittadini che nella società devono avere pari dignità e pari opportunità per poter godere dei pieni diritti di cittadinanza. Nasco come insegnante ma poi decisi di lasciare questa professione che amavo per dedicarmi a mia figlia che ha una grave disabilità. Il mio impegno nasce quindi dalla conoscenza in prima persona delle difficoltà che un genitore si trova ad affrontare  per garantire un vero percorso di inclusione nella scuola e nella società, percorso che  deve essere assicurato  a tutte le persone”.

C’è da constare purtroppo che molte volte gli Amministratori non conoscono le varie sfaccettature del mondo della disabilità e della fragilità.

“E’ così. Spesso ci si fa grandi con nobili vocaboli come “inclusione”. L’inclusione è un diritto fondamentale dove  le persone con o senza disabilità possono interagire come persone alla pari. Ma per mettere pienamente in atto questi principi è necessario fare azioni coraggiose. Penso quindi a una scuola  dove, in un ambiente sicuro e accessibile, vengano garantiti i servizi nel tempo, nella qualità  e per le reali necessità di ognuno, una scuola dove gli alunni riescano a comprendere le diversità e che queste sono un arricchimento. Penso all’assistenza domiciliare per le persone con disabilità e  per gli anziani, alle famiglie in difficoltà, dove accade sempre più spesso che le Amministrazioni inadempienti, per giustificarsi, si trincerino dietro i tagli alla spesa pubblica: ma se fossero veramente consapevoli dei diritti delle fasce deboli di persone, dovrebbero trovare il modo di dar loro la precedenza nella soddisfazione dei bisogni. Il diritto umano ad essere incluso non dipende dalle risorse disponibili, ma dalla consapevolezza che tutti gli esseri umani hanno i medesimi diritti. Senza questa consapevolezza, si resta nell’alveo dei vacui proclami”.

Un’altra pecca delle nostre Amministrazioni è che i territori, sul campo delle politiche del sociale ma anche di altre, non si parlino tra loro. Il risultato è una frammentazione di pratiche e di iniquità.

“Posso parlare dell’ultimo episodio che è accaduto  nel mio Municipio di residenza il III, ma che ha coinvolto anche tutti gli altri Municipi di Roma Capitale. Di recente infatti  le famiglie sono state  costrette ad anticipare i soldi per pagare gli assistenti per i  loro familiari con disabilità poiché  il Comune di Roma ha cambiato il software di gestione senza però fare una sperimentazione prima e  il  risultato è che ad aprile 2018 i contributi alle famiglie non sono arrivati . Al momento pare che la situazione nel nostro Municipio per alcune famiglie si sia sbloccata, ma questo ennesimo episodio porta le famiglie ,oltre alle ordinarie preoccupazioni per il proprio caro, a vivere la propria quotidianità in una situazione di ansia e di precarietà.  Nel Municipio III ci sono almeno 60 famiglie in queste condizioni, per molte di queste anticipare mediamente circa 1.000 euro al mese è un peso insopportabile. Dobbiamo fare in modo che la Persona sia al centro di tutte le azioni politiche concrete dell’Amministrazione ; le persone con disabilità , gli anziani , le famiglie in difficoltà  ,  tutte le persone fragili   non sono un onere per la società ma un valore aggiunto, e dobbiamo fare in modo che siano protette da una Rete che non li lasci sole e dia loro speranza nel futuro.”

 

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